Lactalis versus Tremonti. È questo il kolossal italo-francese che andrà in onda da oggi al 3 maggio, ultimo giorno utile per presentare una controproposta italiana all’Opa lanciata dalla società francese sulla totalità delle azioni del gruppo di Collecchio (oggi Lactalis ne possiede solo il 29%). La mossa dei francesi, infatti, a poche ore dal vertice tra Sarkozy e Berlusconi sembra essere proprio una sfida alla politica e in particolare al ministro dell’Economia italiano che tanto si è speso finora per salvare “l’italianità” di Parmalat facendo approvare in Consiglio dei ministri un decreto “antiscalate” e ritagliando un ruolo decisivo nell’operazione alla Cassa depositi e prestiti. Con l’Offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni Parmalat (il prezzo offerto è di 2,6 euro per azione) il gruppo guidato da Emmanuel Besnier si tira fuori da possibili trattative a livello governativo e mette sotto forte pressione gli istituti di credito guidati da Intesa Sanpaolo (Unicredit, Mediobanca e Bnl) che stanno cercando una soluzione alternativa al dossier Parmalat. L’offerta francese viene lanciata sul 71,031% del capitale e il controvalore massimo dell’offerta è dunque di 3,37 miliardi di euro. Il prezzo offerto incorpora un premio del 13% circa rispetto al prezzo ufficiale del titolo registrato il 21 aprile (quando aveva chiuso a 2,3 euro) e del 21,3% circa rispetto al prezzo di borsa delle azioni di Parmalat degli ultimi dodici mesi. A Piazza Affari la notizia ha fatto schizzare il titolo di Collecchio che si è sostanzialmente allineato al prezzo dell’offerta. Durante la conferenza stampa seguita al vertice italo-francese tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy, il premier italiano ha detto di non considerare l’Opa di Lactalis “ostile”, anche se è “singolare”, ha sottolineato Berlusconi, “che sia stata lanciata proprio oggi”. “Proprio per questo – ha aggiunto – escludo nella maniera più assoluta che ci potesse essere da parte del governo francese consapevolezza di questa sovrapposizione”. Quanto a una possibile soluzione dell’affaire lattiero-caseario, Berlusconi si è augurato “che le imprese italiane possano arrivare a una proposta affinché si possa stabilire un accordo con una partecipazione italiana insieme a Lactalis”. Sul fronte francese, invece, Sarkozy si è detto fiducioso che i ministri economici dei due Paesi Christine Lagarde e Giulio Tremonti trovino alla fine una soluzione, anche se naturalmente nel pieno rispetto delle regole di mercato. L’operazione, spiega Lactalis nel comunicato ufficiale in cui annuncia l’Opa, sarà coperta con un finanziamento infragruppo messo a disposizione da Bsa Finances, che a sua volta farà ricorso a un finanziamento bancario da 3,4 miliardi di euro concesso da Credit Agricole, Hsbc, Natixis e Socgen. Il progetto, ribadiscono i francesi, è quello di creare “un ‘campione’ di rilevanza mondiale con sede, organizzazione e testa in Italia”, che mantenga la quotazione delle azioni a Piazza Affari. I francesi insomma puntano anche loro sulla tutela dell’“italianità” di Parmalat, “salvaguardando gli asset produttivi, i dipendenti e la filiera italiana del latte, nell’interesse dell’economia del territorio”. (Pif – 26 apr)