Roma, 7 nov – La riorganizzazione della rete diplomatico-consolare dell’Italia “non può essere vista solo come un costo ma deve essere considerata soprattutto come un investimento”. E’ quanto ha dichiarato oggi l’ambasciatore Adriano Benedetti, responsabile della Direzione Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche Migratorie (Dgie) del Ministero degli Esteri, affrontando una delle grandi questioni che riguardano le Comunità italiane residenti fuori dai confini nazionali, in occasione della seconda giornata dei lavori dell’Assemblea Plenaria del Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero). Ricordando che il sistema delle rappresentanze diplomatiche italiane si trova oggi “in grande sofferenza”, a causa della ristrettezza delle risorse economiche e della grande sfida degli ultimi anni, cioè il fenomeno epocale dell’immigrazione di massa, l’ambasciatore ha spiegato la necessità di procedere ad una riorganizzazione del sistema che tenga conto anche delle nuove richieste di servizi in alcune aree geografiche specifiche. Tra le principali richieste di servizi delle Comunità italiane ci sono le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza, un’altra questione definita “fondamentale” dall’ambasciatore Benedetti, che ha descritto il caso del continente latinoamericano, Argentina e Brasile in testa, dove le richieste di riconoscimento della cittadinanza hanno raggiunto quota un milione. A causa della mancanza di fondi, le pratiche sono rimaste in arretrato, ma secondo l’ambasciatore servirebbero “2 milioni di euro in più rispetto ai fondi già stanziati, per due anni consecutivi, per poter assumere quegli impiegati interinali che basterebbero a svolgere il carico di pratiche arretrate”. La soluzione di queste pratiche e delle richieste sempre più pressanti di tanti residenti all’estero, ha spiegato Benedetti, “dipenderà dalle risorse che verranno stanziate nella Finanziaria per i ‘digitatori’, i lavoratori interinali”. Prima di concludere il suo intervento, l’ambasciatore Benedetti è tornato sulla questione dell’assistenza agli indigenti italiani residenti all’estero, specificando che il contratto di assicurazione, promesso ieri dal Vice Ministro Danieli, “non potrà essere erogato a tutti i cittadini, ma necessiterà di una scelta selettiva”.
(Clr)