Roma, 29 gen – Quarantacinque
proposte di legge e centoventi tra interrogazioni, interpellanze e ordini del
giorno in quasi venti mesi di governo Prodi: è questo il bilancio delle attività
dei parlamentari eletti all’estero prima del no della Camera alta alla fiducia
all’esecutivo. A mettere in cifre il lavoro compiuto dai diciotto
rappresentanti, tra Camera e Senato, dei quasi 3 milioni di cittadini italiani
nel mondo che si recarono alle urne nell’aprile del 2006 ci ha pensato la Uim
(Unioni Italiani nel Mondo) di Alberto Sera. Dal materiale preso in
considerazione dalla Uim, è emerso che delle quarantacinque proposte di legge
avanzate dodici riguardavano la promozione della cultura italiana e della
formazione linguistica all’estero, otto il problema della cittadinanza
italiana, cinque le tematiche legate all’assistenza sociale (tra le quali
quella sull’assegno di solidarietà per i connazionali indigenti) e quattro il
sistema di voto all’estero e gli organi di rappresentanza. Per quanto riguarda invece le altre centoventi
iniziative parlamentari di interesse per i nostri connazionali all’estero, il
ventuno per cento di esse erano relative alla scuola e alla cultura italiana, con
un interesse particolarmente marcato per i problemi legati alla diffusione
della lingua e cultura italiana nel mondo e alla valorizzazione e al sostegno
degli istituti e delle scuole italiane all’estero. Il tema della giustizia ha
interessato otto interventi, la maggior parte dei quali rivolti a cittadini
italiani detenuti all’estero (si ricorda in tal senso il caso di Simone Righi
in Spagna). Diversi anche gli interventi indirizzati a denunciare le
insufficienti risorse destinate alla rete consolare. In generale i riferimenti
alle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero sono state il dodici per
cento del totale. Il resto delle attività dei parlamentari eletti all’estero,
che nel bilancio della Uim va sotto il nome di altro e che riguarda il
diciassette per cento del totale, fa riferimento ai collegamenti tra Paesi, in
particolare con Germania e Svizzera che costituiscono gli stati più vicini
geograficamente e con maggiore densità di cittadini italiani; al Made in Italy;
all’assistenza sociale, al diritto alla salute,
ai contributi per la formazione professionale e per il ritorno in
patria. L’ultimo dato degno di nota è quello riferito alla distribuzione geografica
dell’attività parlamentare: il quarantadue per cento ha interessato tutta la
comunità di italiani nel mondo, il quaranta per cento quelli residenti nei
paesi dell’Europa e il quindici per cento i connazionali che vivono in America
Settentrionale, Centrale e del Sud.
(Sis)