Roma, 24 lug – Tutto rimandato, o quasi, al Comitato sugli italiani all’estero. L’audizione di Alfredo Mantica dinanzi al gruppo permanente presieduto da Marco Zacchera, prevista per le 8.30 di questa mattina, è stata di fatto rinviata complici i tempi stringenti, che imponevano alla Commissione Affari esteri della Camera di discutere nelle prime ore della mattinata anche della ratifica del trattato di Lisbona. Così, alla presenza del sottosegretario degli Esteri, si è parlato essenzialmente di Unione Europea, e poco o nulla di emigrazione. “Ne riparleremo dopo l’estate”, è la previsione di Mantica al termine dell’incontro, anche se già la prossima settimana il Comitato potrebbe essere nuovamente convocato. L’appuntamento di oggi è servito comunque al Comitato permanente per mettere a punto una serie di priorità da affrontare nel settore degli italiani nel mondo, in particolare per quanto riguarda i problemi legati alla rete consolare e alla diffusione della cultura italiana all’estero. Il comitato, ha spiegato a fine seduta il presidente Zacchera, lavorerà “sulla raccolta dei dati del ministero degli Affari esteri relativi al monitoraggio dei consolati (a tal proposito all’incontro di oggi era presente anche il direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie Carla Zuppetti, ndr); sulla verifica di quali consolati sono attualmente i più informatizzati, in modo da capire se questo sistema funziona ed è applicabile anche altrove; e sull’avvio di una indagine conoscitiva sulla lingua e cultura italiana della scuola”. E se sull’emergenza consolati ha insistito Gianni Farina del Partito democratico, Antonio Razzi, dell’Italia dei Valori, ha voluto portare la propria esperienza personale. “Io vengo da Lucerna, nella Svizzera tedesca, dove hanno appena chiuso alcune sedi. Il consolato di Zurigo dista
(Sis)