Roma, 4 ago – “Oggi sono cento giorni che sono a Montecitorio. Cento giorni in cui sono stata catapultata a velocità della luce dentro al lavoro parlamentare. Cento giorni in cui ho visto da vicino un primo ministro che usa in modo più prepotente che mai il suo potere politico per il proprio tornaconto. Cento giorni in cui noi dell´opposizione PD non abbiamo concesso una virgola, ma ciò nonostante il Governo è riuscito a colpi di decreto e a base di voti di fiducia ad imporre quasi tutte le sue leggi. Sono cento giorni in cui ho avuto modo di apprezzare la bravura di tanti colleghi dentro al Parlamento e, dall´altro lato, ho vissuto la violenza e l´aggressività di alcuni elementi della maggioranza. Ma sono anche cento giorni che, nonostante tutto, hanno riservato qualche soddisfazione a me e a noi, italiani in Europa”. In occasione della particolare ‘ricorrenza’ dei 100 giorni da parlamentare, Laura Garavini, eletta nelle file del Pd in Germania, scrive a tutti i sostenitori democratici. Di questi primi cento giorni, la Garavini ricorda alcuni delle soddisfazioni avute: la ratifica del Trattato di Lisbona, in primis, ma anche le battaglie personali in favore delle comunità italiane all’estero, come quella per il mantenimento del cognome italiano, e l’impegno per la riforma delle scuole italiane all’estero: “Insieme agli altri deputati del PD questo mese ho presentato anche un disegno di legge per una riforma delle scuole italiane all´estero e dei corsi di lingua e cultura. Attraverso questa riforma, con Narducci primo firmatario, chiediamo di rafforzare e modernizzare l’offerta linguistica dell´Italia all´estero. Vogliamo fare delle scuole italiane all’estero un punto d’eccellenza che sia luogo di integrazione e di studio multiculturale, favorendo la mobilità culturale e professionale”. La Garavini ricorda che “noi, deputati PD eletti all´estero, in quasi tutte le nostre iniziative alla Camera cerchiamo di fare squadra. Finora ha funzionato molto bene; molto meglio, mi dicono, che non nella legislatura precedente. Quotidianamente lavoriamo fianco a fianco dato che i nostri uffici nell’edificio di Via Poli sono sullo stesso piano e anche nell’aula di Montecitorio abbiamo scelto di stare insieme, nelle stessa fila. Sono molto contenta di questo nuovo spirito di collaborazione: credo che non sia così scontato nel mondo politico nel quale spesso regna invidia e concorrenza”.