Chicago, 3 set – Tutti d’accordo con questa definizione del “Messaggero di Sant’Antonio” rivolta all’architetto Renzo Piano e al direttore d’orchestra Riccardo Muti, protagonisti illustri nella città di Chicago, capitale del Midwest. Il primo sta infatti lavorando al rinnovo dello storico Art Institute, uno dei principali musei della terza città degli Stati Uniti. Muti, invece, curerà dal 2010 la direzione musicale della prestigiosa Chicago Symphony Orchestra (Cso). Vera e propria celebrità negli States, l’architetto genovese Renzo Piano ha apportato diversi cambiamenti in altrettante città statunitensi: ad Atlanta ha lavorato all’espansione del Woodruff Arts Center, a San Francisco si è occupato invece della California Academy of Sciences, mentre a New York portano la sua firma i rinnovi della Morgan Library e del Whitney Museum, oltre che dell’avveniristico grattacielo che ospita la redazione del “New York Times”, uno dei più importanti quotidiani al mondo. Ma il suo più grande contributo artistico sembra essere destinato alla città di Chicago, dove farà nascere la nuova ala dell’Art Institute, chiamata “Modern Wing”, già etichettata come l’”edificio del secolo”. Per celebrare l’evento, l’Art Institute pubblicherà un’imponente opera in tre volumi che racconterà dipinti, sculture e disegni europei ospitati dal Museo: il primo tomo, che andrà alle stampe in concomitanza dell’inaugurazione dell’ala, prevista per la prossima estate, si concentrerà su grandi nomi francesi, italiani, spagnoli, portoghesi, come Brancusi, De Chirico, Matisse e Picasso. Stando al progetto di Piano, la struttura d’acciaio, vetro e roccia calcarea della “Modern Wing” non non impressionerà solo dall’interno, ma anche nei suoi corridoi. Con quasi 25mila metri quadrati aggiuntivi, offrirà spazi ampi e luminosi sia per le opere d’arte che per i filmati e le fotografie in mostra. Ci saranno inoltre spazi verdi e una nuova area dedicata alla didattica, con il primo piano popolato da giovani studenti: più di mille e 500 al giorno. Mentre si attende la prestigiosa inaugurazione del Museo, è già stato accolto dal pubblico americano, al pari di una rockstar, il 67enne direttore d’orchestra Riccardo Muti, giunto a Chicago il 2 giugno scorso per firmare il contratto che lo vedrà, tra il 2010 e il 2015, alla guida della prestigiosa Chicago Symphony Orchestra (Cso), per una cifra astronomica che si aggira intorno ai 2,3 milioni di dollari all’anno. Una somma che, secondo il “Chicago Tribute”,