L’Aquila, 7 nov – “E’ molto più d’un gesto di sensibilità verso le comunità abruzzesi nel mondo la candidatura di Marisa Bafile. Segna invece una svolta vera per l’Abruzzo, regione che nel secolo scorso ha conosciuto largamente l’emigrazione in tutti i continenti, con una comunità all’estero oggi stimata un milione e trecentomila persone, tanto quanto la popolazione residente sul territorio regionale”. Goffredo Palmerini, giornalista e membro del Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel mondo, commenta così in un lungo articolo la decisione di candidare Mariza Bafile nel listino maggioritario di Carlo Costantini, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Abruzzo, nella consultazione elettorale del 30 novembre prossimo. “ La presenza in lista di Marisa Bafile – per due anni parlamentare eletta nella circoscrizione estero del sud America e fino all’aprile scorso Segretaria nell’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati – segna davvero una svolta per l’Abruzzo, indicando anche per altre regioni un esempio virtuoso d’attenzione verso i connazionali all’estero che voglia affrancarsi dal paternalismo e dagli stereotipi che ancora persistono nella mentalità di larga parte della classe politica italiana. Marisa Bafile, infatti, per formazione culturale e per visione politica interpreta l’esatto contrario di certi clichés che ancora resistono nella visione comune del fenomeno emigratorio italiano. Dunque una scelta importante, che qualifica il centrosinistra per averla adottata e che segna un’apertura verso la realtà dell’emigrazione abruzzese oggi, una volontà di valorizzarla come risorsa d’inestimabile qualità”. Secondo Palmerini, “oggi davvero è possibile per l’Abruzzo poter contare su un valore aggiunto, costituito dai suoi figli all’estero, mettendone in rete qualità e valori, grazie ad una Regione che abbia l’intelligenza d’allargare i suoi confini a tutta la sua comunità nel mondo. Questo, dunque, il significato più vero della chiamata di Marisa Bafile all’impegno diretto in Abruzzo. Lei, che l’emigrazione ha direttamente conosciuto ed indagato da osservatori qualificati, come la direzione d’un giornale all’estero,
(Sis)