Roma, 21 nov – Nella seduta di ieri a Palazzo Madama, è stata assegnata alla Commissione Affari Costituzionali la proposta di legge della senatrice Mirella Giai volta alla “Istituzione della banca dati nazionale di campioni di Dna di figli di italiani scomparsi, nati durante la dittatura militare in Argentina tra il 1976 e il 1983”. Competenti a dare i pareri saranno le Commissioni Affari esteri, Bilancio, Igiene e sanità. Scopo del disegno di legge è quello di “inserire presso il Casellario centrale di identità del ministero dell’interno una banca dati nazionale di campioni di Dna di figli di italiani nati durante la prigionia al tempo della dittatura militare in Argentina (1976-1983) e scomparsi. I figli di molti italiani dovettero sopportare crudeli vicissitudini. Furono adottati dai massacratori delle loro mamme e dei loro papà; una tragedia tanto oscena quanto inverosimile che ha fatto impallidire perfino le atrocità dei nazisti”. “Tutto – ha ricordato la Giai – è iniziato, in Argentina, tra il 1976 e il 1983, quando i militari, con la loro dittatura, eliminarono oltre trentamila persone dopo averle imprigionate, torturate, avvilite e uccise. Fu una delle più turpi operazioni della storia umana cui assistette indifferente, impaurita o consenziente la società argentina e la comunità internazionale”. “Furono le nonne, le coraggiose abuelas, a far conoscere al mondo questa pagina putrida di un ancor più sporco regime – ha aggiunto la senatrice – alla ricerca delle loro figlie, prelevate che erano gestanti, scoprirono che erano state tenute in vita sino al parto e poi uccise, nei mille modi che i generali escogitarono (anche gettandole nell’oceano dagli aerei in volo), mentre i piccoli venivano distribuiti come bottino, anzi come premio agli stessi carnefici”. “Le abuelas, aumentate, nel frattempo, di numero e di coraggio, hanno ricostruito, sino a oggi, l’origine di un centinaio di questi bebé di un tempo – ha spiegato Mirella Giai – ottenendo anche sentenze esemplari a carico dei falsi genitori ma non si sono fermate, anzi continuano, con rinnovato coraggio e con l’appoggio anche economico di buona parte delle nazioni del mondo, le loro indagini per rintracciare gli altri bambini (oltre 400) ancora nascosti”. “L’istituzione della banca dati – ha quindi sottolineato la senatrice del Maie – permetterebbe di confrontare il Dna delle nonne con quello dei loro nipoti e verrebbe finalmente recuperata la loro identità occultata da coloro che vollero trasformarli in oggetto. Ciò rappresenterebbe un atto di giustizia e di solidarietà verso coloro che da anni vivono nella sofferenza”. Uno solo articolo compone il testo: “Comma 1: È istituita presso il Casellario centrale di identità del ministero dell’Interno la banca dati nazionale di campioni di Dna di figli di italiani scomparsi, nati durante la dittatura militare in Argentina tra il 1976 e il 1983, per la raccolta, l’organizzazione e la conservazione dei relativi profili genetici. Comma 2: Con decreto del ministero dell’Interno, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i limiti e le modalità per effettuare i prelievi dei campioni di cui al comma 1”.
(Erg)