Roma, 27 gen – L’Italia non molla la presa sull’ex militante dei Proletari armati per il comunismo Cesare Battisti, e anzi rilancia contro il Brasile dopo la decisione della Procura del Paese sudamericano di chiedere l’archiviazione della richiesta di estradizione avanzata dall’Italia. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha infatti disposto il richiamo a Roma per consultazioni dell’ambasciatore Michele Valensise. “Avevamo auspicato un ripensamento, una riflessione approfondita – ha detto – e invece il fatto di decidere solo dopo 48 ore senza aver valutato con quella profondità che avevamo auspicato ci sembra un po’ un non voler decidere e coprire pienamente e semplicemente la decisione politica del ministro della Giustizia. Questo è francamente inaccettabile, quindi convochiamo l’ambasciatore d’Italia per consultazioni sulla vicenda. Voglio capire da lui quali sono le strade. Il Brasile è un grande Paese, amico dell’Italia da sempre quindi non ce l’aspettavamo, da qui la gravità della reazione del governo italiano. Riteniamo che Battisti sia un terrorista, un terrorista comune che non merita assolutamente il riconoscimento dello status di rifugiato”. La polemica politica ha avuto anche un inedito sbocco calcistico, dopo la proposta del sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, di annullare l’amichevole Italia-Brasile del 10 febbraio a Wembley: “Visto che lo scopo di un’amichevole è di consolidare i rapporti tra due Paesi – ha detto – è forse il caso di valutare l’opportunità di giocare questa partita”, per lanciare un messaggio anche “ai tanti brasiliani che giocano nel nostro campionato e che, come ha fatto un loro illustre predecessore, possono testimoniare quale sia il grado di civiltà del nostro Paese. Non mi sembra – ha aggiunto – che ci sia stata mai una denuncia da parte di detenuti che hanno subito torture. Basta guardare a Silvia Baraldini che poco dopo essere rientrata in Italia è stata rimessa in libertà e che non mi risulta sia stata torturata”. Dal punto di vista più pienamente politico, Frattini ha incassato il plauso di Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, che ha elogiato il “gesto forte a dimostrazione dell’indignazione del nostro Paese e della determinazione del governo. Non ci rassegneremo di fronte ad una decisione così sconcertante”. Quella del Brasile è stata per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, una “decisione gravissima e inqualificabile”. Critiche alla condotta di Brasilia arrivano anche da Massimo D’Alema, che ha dichiarato: “Il Brasile ha commesso un errore grave nel concedere l’asilo politico a Cesare Battisti”, aggiungendo tuttavia che “la vicenda non è stata gestita al meglio dal governo italiano”. Per il senatore dell’Idv Stefano Pedica, invece, “il gesto di Frattini è troppo timido, non basta richiamare a Roma l’ambasciatore italiano a Brasilia Michele Valensise al fine una consultazione. L’ambasciatore deve essere ritirato sine die”. Dal punto di vista diplomatico, intanto, il ministro degli Esteri del governo Lula ha fatto sapere tramite un portavoce che la decisione di Roma di richiamare il proprio ambasciatore “non peserà sulle relazioni tra i due paesi”.
(Asc)