Roma, 2 lug – “Passaporto per l’Italia: la lingua italiana
per l’integrazione”. E’ il titolo e l’obiettivo del convegno che si è tenuto
presso la sede della Società Dante Alighieri a Roma alla presenza
dell’ambasciatore Bruno Bottai, presidente della Dante, Franco Pittau, del
dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes, Alessandro Masi, segretario
generale della Società Dante Alighieri, tra gli altri. Al
di statistica del Comune di Roma, i residenti con cittadinanza estera sono
risultati 269.649 e, secondo la stima dell’Osservatorio Romano sulle Migrazione,
la presenza complessiva è stata di 300 mila immigrati e dal 2003, quando gli
stranieri immigrati superarono le 200 mila unità, il ritmo di aumento è stato
di circa 15-20 mila unità l’anno solo a Roma, anche se è l’intera Provincia di
Roma ad attrarre fortemente i flussi in arrivo. Da questi dati nasce la
necessità di considerare l’insegnamento linguistico una parte fondamentale
della politica migratoria e la lingua italiana un vero e proprio passaporto per
l’integrazione. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa che ha preceduto l’incontro
pomeridiano nella galleria del Primaticcio alla Società Dante Alighieri. “Mi
auguro che la nostra bella lingua non venga solo ricordata attraverso i grandi
autori del passato, ma che funga anche da collante tra la nostra società e gli
immigrati che arrivano nel nostro Paese”, ha scritto l’assessore alle Politiche
sociali della Provincia di Roma Claudio Cecchini, che non potendo partecipare
alla conferenza stampa, ha inviato una lettera ai relatori presenti. A presentare il convegno per gettare le basi
per il miglioramento dell’insegnamento della lingua italiana per stranieri
intesa come forma di integrazione è stato Franco Pittau che ha parlato
dell’iniziativa come di “una realtà positiva legata all’immigrazione, troppo
spesso inquadrata come fenomeno negativo”. “In questo mondo globalizzato è
impossibile affermarsi senza rete”, ha aggiunto Pittau. Dalla necessità di fare
rete nasce appunto il convegno “Passaporto per l’Italia: la lingua italiana per
l’integrazione” che vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo delle
istituzioni e della cultura. “
e ha seguito il percorso dell’Italia da paese di emigrazione a paese di
emigrazione”, ha affermato Costanza Menzinger della Dante che ha presentato la
storia e le attività della Società che conta ormai su più di 400 comitati in
tutto il mondo. In rappresentanza della Rete “scuolemigranti” è intervenuto il
coordinatore Augusto Venanzetti. La rete, nata da due mesi dopo un anno e mezzo
di gestazione, ha messo in collegamento le scuole che fanno corsi gratuiti di
italiano per migranti di associazioni di volontariato laiche e religiose con lo
scopo di creare nuove sinergie e sviluppare iniziative comuni. “Si tratta – ha
detto Venanzetti – della rappresentanza delle maggiori scuole operanti a Roma,
con un numero di iscritti annuo di 6.400 studenti, di poco inferiore a quello
intercettato dalla scuola pubblica che arriva a 7 mila studenti all’anno”.
“L’attenzione che cerchiamo di richiamare – ha aggiunto – è sulla precarietà e
insufficienza dell’offerta formativa di corsi gratuiti per i migranti”. A chiudere
il cerchio in qualità di rappresentante delle istituzioni e al tempo stesso e
di immigrato il consigliere aggiunto del Comune di Roma Madisson Godoy che ha
parlato della necessità di proposte innovative per dare rilievo alla formazione
dei tanti immigrati con alto profilo formativo e che, una volta arrivati in
Italia, si adattano a svolgere qualsiasi tipo di lavoro. “E’ importante partire
da questa iniziativa – ha detto Godoy – per chiedere alle istituzioni di
portare avanti progetti di cooperazione decentrata per i progetti nei loro
paesi di origine”. Un progetto utile non solo per gli immigrati che avrebbero
un’occupazione di alto profilo e alla quale possono dare tanto, ma anche per la
crescita del loro paese di origine. Il consigliere aggiunto ha inoltre
ricordato il “trionfo politico” ottenuto con “il finanziamento del Comune di
Roma ai corsi di mediazione culturale nelle scuole”. “L’immigrazione è un segno
di speranza per il paese di origine”, ha dichiarato Godoy, “ma anche per
l’Italia”, ha aggiunto Pittau.
(Cle)