Roma, 2 dic – Ancora la razionalizzazione dei servizi consolari, ma anche e soprattutto il ddl per la riforma di Comites e Cgie, per finire con un bilancio sui fondi a disposizione per l’emigrazione nel 2010. All’estero per impegni istituzionali, il sottosegretario agli Affari esteri con delega agli Italiani nel Mondo Alfredo Mantica ha comunque fatto pervenire la relazione del governo in apertura dell’Assemblea Plenaria del Cgie, illustrando i punti chiave del testo unificato già depositato in sede di Comitato ristretto al Senato. La cosiddetta ‘bozza Tofani’, ha spiegato Mantica, si propone di abrogare “le leggi attualmente in vigore: i Comites subiscono un profondo mutamento, nel senso che sono previste soglie numeriche differenziate con riferimento alla popolazione residente, che tengano conto delle specificità dei diversi continenti”. I Comites inoltre assumerebbero “una più forte connotazione di organi di rappresentanza territoriale, sia con riferimento alle loro funzioni, sia con riferimento al loro nuovo rapporto con parlamentari e autorità diplomatico-consolari, sia infine con riferimento alla rappresentanza diretta all’interno del nuovo Cgie”. E’ prevista inoltre all’interno dei Comitati la presenza di quote nelle liste elettorali in favore di donne e giovani under 35. Riguardano comunque il Consiglio Generale per gli Italiani all’estero le modifiche più significative contenute nel disegno di legge. Il Cgie “assume in primo luogo la denominazione di Consiglio degli Italiani all’Estero” e subisce profonde modifiche sia sotto il profilo della sua composizione, sia sotto il profilo della struttura interna: ne faranno parte di diritto i presidenti degli Intercomites, nonché i responsabili del settore emigrazione delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Oltre a questi “un numero variabile di membri eletti, attraverso i quali sarà garantita una maggiore rappresentatività a quei Paesi nei quali risiedono le collettività più numerose”. Per quanto riguarda l’organizzazione interna, invece, è prevista “l’elezione di un presidente – non più quindi il ministro degli Esteri – coadiuvato da un Ufficio di presidenza che va a sostituire il Comitato di presidenza. Le commissioni continentali sono mantenute ma riorganizzate in base alle ripartizioni della circoscrizione Estero e ad esse si va ad aggiungere