Roma, 30 giu – E’ stata siglata oggi
Internazionale
ministero degli affari Esteri, ministero dello Sviluppo economico, ministero
della salute e ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e in
collaborazione con
Italiana,
di Commercio di Milano/Promos, il sistema camerale italiano. L’iniziativa nasce
con l’obiettivo di promuovere presso le associazioni di categoria e le imprese
potenzialmente interessate il marchio ‘halal’(che certifichi cioè la conformità
alle leggi coraniche di prodotti alimentari, cosmetici e farmaceutici prodotti
in Italia) e le opportunità che esso offre in termini di penetrazione dei
mercati dei paesi a maggioranza islamica e con lo scopo di accreditare presso
le Autorità dei paesi islamici il marchio registrato da parte della Co.Re.Is
Italiana come certificazione di qualità riconosciuta dallo stato italiano per
l’esportazione di prodotti conformi alle leggi italiane. “E’ evidente – ha
spiegato il ministro Franco Frattini – che il governo con le sue
amministrazioni ha una vigilanza e un’azione continua sia sula qualità del
processo che sulla qualità del prodotto, è evidente che la conformità alle
regole coraniche invece il Comitato etico”. Il responsabile della Farnesina ha
poi ricordato che “il business mondiale dei prodotti consentiti dalla
legislazione coranica raggiungerà nel 2010, 500miliardi di euro”, ha ricordato
inoltre che sono molti i paesi interessati a questi prodotti e molti gli utenti
“1 miliardo di persone nel mondo su 100 paesi”. Avremo quindi anche lasagne e
tortelloni per i musulmani? “Saranno fortunati ad averli – ha risposto il
ministro Giancarlo Galan – perché le lasagne e i tortelloni e tante altre cose
prodotte in Italia, dalla cucina e dalla agricoltura italiana sono ai vertici
mondiale e quindi qualcun’altro se ne potrà avvantaggiare”. “Noi rispettiamo le
regole ebraiche dello stesso settore – ha concluso Frattini – lo facciamo in
Europa, in Italia. Noi abbiamo voluto dare un qualcosa in più di garanzia ai
consumatori sia qui in Italia che all’estero sula affidabilità del processo
produttivo, è un qualcosa che aggiunge. Vogliamo lanciare dei ponti”.
(Sca)