Roma, 11 nov – Grave lutto nel mondo del cinema: all’età di 91 anni anni si è spento oggi il produttore cinematografico Agostino De Laurentiis, noto come Dino. Con la sua morte viene meno una delle ultime figure tycoon vecchio stile e tutto il mondo, cinematografico e non, piange oggi la sua scomparsa. A lui si devono importanti pellicole italiane come Riso Amaro (1948), sul cui set incontrò Silvana Mangano, il grande amore della sua vita, Napoli milionaria (1950), Dov’è la libertà (1954), Miseria e nobiltà (1954), La grande guerra (1959). Tra i successi d’oltreoceano si ricordano invece I tre giorni del Condor, Il giustiziere della notte e L’anno del dragone. Partito da Torre Annunziata, nel napoletano, finì per conquistare l’America: si può riassumere così la sua carriera lunga 70 anni, contrassegnata dall’Oscar ricevuto nel ’57 per La strada di Federico Fellini, dal Leone alla carriera, assegnatogli nel 2003 dalla mostra di Venezia, e dal David di Donatello del Cinquantenario nel 2006. Quando si iscrisse al primo corso sperimentale di cinematografia nel 1937, De Laurentiis pensava di diventare attore ma bastò poco, in realtà, per capire che il suo vero posto era alle spalle del regista. Riccardo Gualino, altro grande produttore italiano disse di lui: “Non so se ha talento ma sicuramente non si fermerà mai”. Bastarono, tuttavia, pochi anni e pochi film a fare di lui il genio che oggi si celebra. Fondamentali, a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, restano l’Oscar con Federico Fellini e il lungo sodalizio con Carlo Ponti. Negli stessi anni si scopre un vero tycoon imprigionato in Italia e allora decide di portare a Cinecittà King Vidor per Guerra e pace (1946) e fonda gli studi di Dinocittà prima di convincersi al grande salto ed emigrare nel 1972 verso gli Stati Uniti dove fonda il suo personale studio. Oltreoceano ogni volta sembra sull’orlo del fallimento ma riesce sempre a risollevarsi distinguendosi come l’uomo che da fiducia a Sidney Lumet e Sidney Pollack e come lo spericolato artefice di King Kong (1976). Si guadagna la fama di reinventore della science fiction fantastica con Barbarella e Flash Gordon oltre a quella di aver scommesso su Sam Raimi (The Army of Darkness, 1993). Giunto alle nozze per tre volte, la sua storia principale resta quella con
(Iar)