Bologna, 1 feb – Il ministero degli Esteri, con la
collaborazione del Museo nazionale dell’emigrazione italiana (Mei), ha
realizzato il “kit Mei nel mondo”. Si tratta di una raccolta di materiali
diversi, visivi, musicali, scritti, che ricostruisce i momenti più salienti
dell’emigrazione italiana. L’intenzione è quella di portare questa preziosa
documentazione il più possibile al di fuori dei confini nazionali affinché, con
la collaborazione della Rete diplomatica e delle altre Istituzioni vicine alle
nostre comunità all’estero, possa diventare momento di analisi, riflessione e
approfondimento. Una prima occasione importante per divulgare il kit sarà
sicuramente legata ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. I
cinque elementi del “kit Mei” sono: un documentario storico in dvd, “Italiani
nel mondo: la storia”, che ripercorre le tappe salienti di quello che è stato
definito “il più grande esodo di un popolo nella storia moderna”. L´emigrazione
di 29 milioni di italiani ha creato, in 150 anni di storia, numerose e
dinamiche comunità italiane nel mondo che sono state capaci di far conoscere e
apprezzare l´Italia e la sua gente a molte altre popolazioni. La voce narrante
del dvd è di Lorenzo Prencipe, coordinatore del Comitato scientifico del Museo
nazionale dell’emigrazione italiana. Il documentario è stato realizzato in
collaborazione con Cinecittà Luce e Teche Rai; un cortometraggio in dvd,
“Testimonianze di emigrazione. Il cinema italiano”. Nel cortometraggio, il
regista italiano Carlo Lizzani racconta il fenomeno dell’emigrazione attraverso
alcune tra le più belle e importanti pellicole italiane (“I Magliari”, 1959, di
Francesco Rosi; “Pane e Cioccolata”, 1974, di Franco Brusati; “Good Morning
Babilonia”, 1987, di Paolo e Vittorio Taviani; “Nuovomondo”, 2006, di Emanuele
Crialese; “Il Mio Paese”, 2006, di Daniele Vicari). La narrazione di Lizzani
delinea i tratti della cinematografia italiana nei diversi periodi dal
dopoguerra ad oggi, evidenziando anche il ruolo in queste pellicole di
straordinari attori quali Sordi, Manfredi, Tognazzi e Gassman. Il filmato si
conclude con un contributo personale di Renzo Arbore sul tema dell’emigrazione;
c) una scelta di brani musicali in cd, “Tra storia e musica. Le canzoni
dell’emigrazione”, 12 brani che attraverso le voci di cori di comunità o quelle
di cantanti e cantautori (Claudio Villa, Massimo Ranieri, Luciano Tajoli, e
ancora Sergio Endrigo, Francesco Guccini, Francesco De Gregori e Ivano Fossati)
rievocano alcuni momenti significativi della storia dell’emigrazione italiana;
d) un cineforum di 5 film sul tema che comprende: “I Magliari” di Francesco
Rosi; “Un tassinaro a New York”, 1987, di Alberto Sordi; “Gli indesiderabili”,
2003, di Pasquale Scimeca; “Nuovomondo” di Emanuele Crialese; “Il Mio Paese” di
Daniele Vicari. Le trame sono state individuate con lo scopo di fornire diversi
spaccati di vita degli emigrati, in luoghi e contesti tra loro differenti.
L’intento di ogni proiezione sarà quello di dibattere, tra l’altro, sulla
visione che ogni singolo regista ha voluto riservare al tema, sulla valutazione
del contesto storico nel quale è ambientato e sui rapporti degli emigranti con
le popolazioni locali; e) una pubblicazione sulla realizzazione e sviluppo del
“Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana”, che attraverso una serie di
immagini storiche contestualizzate al testo nonché foto del Museo stesso
ripercorre la storia dell’emigrazione dall’età preunitaria. Il “kit Mei nel
mondo” verrà lanciato dalle Rappresentanze in occasione dei 150 anni dell’Unità
d’Italia. A questo proposito, nella presentazione del catalogo del Museo
nazionale dell’emigrazione, che costituisce parte del kit, Alfredo Mantica,
sottosegretario di Stato per gli Affari esteri e presidente del Comitato
scientifico del Museo ha scritto: “A centocinquant’anni dall’Unità d’Italia, il
percorso dell’emigrazione italiana è fondamentale per celebrare la storia,
l’attualità e il futuro dell’essere e del sentirsi italiani. Senza il
riconoscimento del ruolo svolto dall’emigrazione, la storia dell’Unità
nazionale è sicuramente incompleta. L’emigrazione è stata infatti il crogiolo
nel quale molti si sono scoperti italiani al di là delle proprie origini
regionali, che soltanto pochi decenni prima ne indicavano l’appartenenza a
Stati diversi. Oltralpe e Oltremare gli emigrati hanno anch’essi costruito la
nazione italiana, e hanno sviluppato il sentimento di identità nazionale di una
comunità che si è forgiata attraverso un lungo e complesso percorso storico di
cui l’emigrazione è parte integrante”.