“La proposta di legge Tofani, approvata in aula al Senato e adesso rinviata in Commissione, lungi dall’essere la necessaria e opportuna riforma di questi organismi è, al contrario, un malriuscito tentativo di normalizzazione del sistema di rappresentanza democratica degli italiani all’estero, in controtendenza rispetto al lungo processo di integrazione delle comunità degli italiani nel mondo svoltosi nel corso degli ultimi decenni”. Così Fabio Porta, deputato del Pd eletto in America meridionale, è intervenuto a Montevideo in occasione della continentale del Cgie, intervenendo sul tema della riforma dei Comites e del Consiglio generale degli italiani all’estero. “Voglio ancora sperare – ha sottolineato Porta – che le prossime settimane vengano utilizzate dai colleghi del Senato per rivedere in commissione l’impianto della legge, e soprattutto per raccogliere l’invito di quanti in questi mesi hanno indirizzato a noi legislatori proposte e valutazioni attente e circoscritte relative alle ipotesi di riforma presentate in Parlamento. La rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero avrebbe infatti bisogno di organismi di partecipazione democratica quanto più radicati sul territorio ed espressione del ricco e variegato mondo dell’emigrazione”. “La legge Tofani invece prevede – ha rimarcato il deputato del Pd – un generale innalzamento della soglia di cittadini presso ciascuna circoscrizione consolare con una conseguente riduzione del numero dei Comites; l’introduzione del sistema elettorale maggioritario; la drastica riduzione della presenza degli oriundi; una inspiegabile mortificazione e penalizzazione del mondo; l’eliminazione dei pareri da parte dei Comites e la fine della funzione generale di rappresentanza e di organismo intermedio tra Comites e parlamentari eletti all’estero del Cgie”.(18 apr – red)