Per la Libia “non c’è ancora una via d’uscita politica definita”. Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri Franco Frattini nel corso di una audizione davanti alle commissioni riunite esteri e difesa della Camera. “Affronteremo questo nodo nel prossimo punto di contatto internazionale, la prima settimana di maggio, che avrà come obiettivo quello di coordinare tutte le iniziative” volte ad una soluzione politica per il paese africano, ha spiegato Frattini. Una soluzione che dovrà definire “da un lato l’uscita di scena di Gheddafi e dall’altro la ricerca di interlocutori credibili anche in Tripolitania”. Oggi il ministro Frattini ha incontrato il presidente del Consiglio nazionale di Transizione Mustafa Jalil, un colloquio che ha confermato “una impressione di serietà e determinazione nel perseguire alcuni obiettivi di tipo politico per il futuro della Libia” ha spiegato Frattini sottolineando che il Consiglio nazionale di Transizione sta già lavorando per la “proclamazione di una assemblea costituzionale libica che coinvolga tutte le forze tribali sul terreno, per la nascita di un costituzione libica e di regole condivise per lo svolgimento di elezioni libere e democratiche”. Al ministro Frattini, il presidente del Cnt ha confermato “il rifiuto di ogni estremismo e fondamentalismo”, l’impegno “a contrastare il terrorismo e prevenire i flussi di immigrazione clandestina verso l’Europa”. Il ministro Frattini assicura inoltre che “Il Consiglio nazionale di Transizione riconosce il ruolo dell’Italia e conferma, in modo esplicito e chiaro, di voler rispettare tutti gli accordi esistenti, primo tra tutti il Trattato di amicizia, e che verrà nuovamente applicato appena le condizioni politiche lo consentiranno. Il Cnt – sottolinea inoltre Frattini – rispetterà in tutte le sue implicazioni ivi inclusi quelli di natura economica”. L’intenzione del Consiglio inoltre, è quella di “lavorare per l’integrità territoriale della Libia che noi sosteniamo” sottolinea Frattini, assicurando che il Cnt ha contatti politici anche in Tripolitania. Nel corso dell’audizione il ministro ha sottolineato l’impegno dell’Italia in Libia sotto l’aspetto umanitario: “Ci siamo distinti per sostegno e la partecipazione” alla popolazione civile, ha detto Frattini assicurando un ulteriore impegno anche grazie al lavoro dei “medici italiani con l’organizzazione di Emergency che noi abbiamo fortemente incoraggiato sono negli ospedali di Misurata”.(19 apr – Clr)