“Il Cgie è stato eliminato, nel senso che quella cultura che portò il Cgie ad essere il rappresentante degli italiani nel mondo e interlocutore del governo non c’è più”. Così il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica durante il dibattito sul disegno di legge che modifica la disciplina della rappresentanza istituzionale locale degli italiani residenti all’estero. “Vogliamo cambiargli il nome per non creare problemi? Io non ho alcuna crociata su questo da fare”, sottolinea Mantica. Questo nuovo organo potrà chiamarsi “Conferenza annuale degli italiani all’estero” o “Assemblea annuale degli interessi italiani all’estero”, ma quello che è importante è che sia “il luogo istituzionale nel quale, con il rafforzamento dei Comites e dei loro rappresentanti, questi si trovino seduti a pari titolo con i rappresentanti delle Regioni e discutano delle politiche regionali che sono anche fondi e politiche di assistenza sociale e sanitarie e insieme elaborino politiche avendo come interlocutori il governo e i parlamentari eletti all’estero”. Con la riforma costituzionale che ha consentito l’ingresso nelle Camere italiane di parlamentari eletti all’estero, spiega Mantica, il compito fondamentale del Cgie, “che era quello di un piccolo Parlamento a lato del Parlamento vero perché lì non c’erano i rappresentanti degli italiani nel mondo, andava in qualche modo ricollegato con quella che era la nuova realtà”, anche in relazione alle modifiche apportate al Titolo V della Costituzione. el ricordare poi come questo è un provvedimento “voluto dai parlamentari e per questo il governo non ha presentato alcuna proposta di riforma”, Mantica rivendica comunque la coerenza di questa proposta di legge con la propria storia e con quella della destra italiana che si è battuta per il riconoscimento del voto degli italiani all’estero: “Credo che proprio oggi stiamo vivendo un momento di grandi rilevanza che si allinea con quello che è stato il pensiero e l’azione dell’onorevole Mirko Tremaglia”, con il quale il sottosegretario a condiviso gran parte dell’esperienza politica. Infine, in riferimento al dibattito e alle tensioni che questa riforma del Cgie ha suscitato, Mantica denuncia: “Non vorrei che la posizione di opposizione feroce sia determinata dal fatto più evidente che non ci siano più i membri del Cgie eletti dai partiti politici”. (24 mag – Pif)