Non bombe ma “razzi”, “interventi di estrema precisione su singoli obiettivi militari”. E’ così che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha spiegato i termini della decisione italiana di partecipare ai bombardamenti sulla Libia.
Durante la conferenza stampa al termine dell’incontro con Nicolas Sarkozy, il premier italiano ha sottolineato come la svolta nella politica militare dell’Italia sia stata determinata dalle richieste “insistenti” degli alleati, primi fra tutti gli Stati Uniti, e per questo “abbiamo sentito di non doverci sottrarre”, “abbiamo ritenuto che fosse necessario”, anche se si tratta di “una decisione difficile a causa del nostro passato coloniale”.
Pieno appoggio è stato manifestato pubblicamente dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha affermato come “l’ulteriore impegno dell’Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo”. (9colonne)