Gli abitanti di un villaggio nel distretto di Karuk, provincia afghana di Herat, hanno ricevuto delle piccole residenze familiari costruite con mattoni di fango essiccati al sole, nel rispetto dell’architettura tradizionale locale. Le case, realizzate grazie all’iniziativa della Cooperazione italiana, sono state costruite dagli sfollati che hanno trovato rifugio nel villaggio e la ristrutturazione stessa ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità di cui fanno parte gli abitanti.
L’iniziativa è solo l’ultima in ordine di tempo realizzata dalla Cooperazione Italiana nelle province di Herat, Farah e Badghis, con l’assistenza tecnica dell’Organizzazione non governativa (Ong) Intersos, all’interno di un progetto multibilaterale del valore complessivo di 3.1 milioni di euro, finanziato dalla Dgcs e realizzato dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Finora sono state costruite nella regione 411 unità abitative.
“La Cooperazione Italiana è parte del ministero degli Esteri, il quale a sua volta è parte del governo italiano. Il governo rappresenta il popolo italiano. E’ il popolo italiano ad aver reso possibile la costruzione di queste case – ha spiegato Sandro Pomiato, coordinatore della Cooperazione Italiana a Herat – Gli italiani hanno costruito per noi le nostre abitazioni attraverso il pagamento delle tasse – ha aggiunto il governatore del distretto, Ghulam Farooq Rostayee -. E’ nostra la responsabilità di utilizzare al meglio i fondi messi a disposizione dalla loro generosità. Fate pervenire al popolo italiano i nostri ringraziamenti per esserci così vicini”. (9colonne)