Governo israeliano e Autorità palestinese dovrebbero impegnarsi maggiormente per la ripresa di un dialogo che porti finalmente a una risoluzione della questione legata alla coesistenza dei due stati. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che a Gerusalemme ha incontrato il presidente israeliano Shimon Peres. ”Spero che entrambe le parti creino le condizioni per la ripresa del negoziato diretto tra israeliani e palestinesi e che ciò accada prima di qualsiasi decisione all’assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre” ha detto il Capo dello Stato, affiancato da un Peres che ha fatto proprio l’auspicio del presidente italiano. “Penso che le Nazioni Unite dovrebbero svolgere un compito di assistenza e cooperazione, per lo svolgimento di questi negoziati diretti fino alla loro conclusione – ha aggiunto Napolitano – Speriamo che nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, ci siano nuove dimostrazioni concrete della possibilità di avanzare in questa direzione. E’ importante prevenire, evitare ogni evento che potrebbe creare più complicazioni che agevolazioni a questo processo”.
Napolitano, che era accompagnato dal ministro degli Esteri Franco Frattini, ha tenuto a sottolineare che “la posizione mia e quella del governo è questa. Con il ministro Frattini parliamo con una sola voce” compresa quella con cui Napolitano ha elogiato il presidente dell’Anp Abu Mazen. “Ho letto con piacere la recente intervista che ha rilasciato il presidente Abu Mazen, in cui, anche lui, chiede la ripresa dei negoziati diretti con Israele”. Per quanto riguarda il contesto nordafricano e mediorientale, secondo il Capo dello Stato le recenti proteste popolari che hanno investito Tunisia, Libia, Siria ed Egitto ”offrono motivi disperanza” anche se non è possibile sottovalutare le incognite legate ad eventuali cambi di governo. ”Le sollevazioni in Egitto, Tunisia e altri Paesi del Medio Oriente ci devono far guardare con speranza alla situazione, ma senza semplificare gli eventi e i problemi”. (9colonne)