Una ricerca congiunta dell’Università di Milano e di Lund (Svezia) pubblicata su Nature Communication il 10 maggio – è riuscita a ricostruire la storia evolutiva di due specie di lieviti, Saccharomyces cerevisiae e Dekkera bruxellensis, capaci di produrre etanolo anche in presenza di ossigeno.
La scoperta desta forte interesse poiché delle 1500 specie di lieviti presenti in natura non si conoscono le forze evolutive che hanno condotto allo sviluppo delle specie, a differenza della profonda conoscenza dell’evoluzione di piante e animali resa possibile con lo studio dei fossili.
I ricercatori hanno comparato le due specie di lievito – Saccharomyces cerevisiae (comunemente usato per la lievitazione del pane) e Dekkera bruxellensis (un lievito di interesse enologico) – con approcci di tipo fisiologico e molecolare-genomico.
Dalla ricerca si è scoperto che i due lieviti si sono separati circa 200 milioni di anni fa e intorno a 100-150 milioni di anni fa si sono ritrovati in condizioni ambientali simili caratterizzati dalla comparsa di piante con frutti ad alto contenuto di zuccheri.
I due lieviti – cambiando la regolazione dell’espressione di centinaia di geni – hanno sviluppato indipendentemente la capacità di produrre e accumulare etanolo in presenza di ossigeno e di resistere anche ad alte concentrazioni di etanolo, abilità che si è tradotta in un vantaggio evolutivo nei confronti di altri microorganismi sensibili all’etanolo.
I risultati ottenuti non solo colmano una lacuna nella storia evolutiva dei lieviti, ma possono tornare utili per lo sviluppo di nuove specie di lieviti industriali utilizzabili per produrre biocarburanti per fermentazione o prodotti fermentati di interesse alimentare. (9colonne)