Roma, 7 giu – “Ma come è possibile che una legittima e teoricamente lineare operazione di verifica di esistenza in vita si possa trasformare in un incubo per migliaia di pensionati italiani residenti all’estero?”. E’ l’interrogativo di Gino Bucchino, deputato del Pd eletto all’estero, in merito al rilascio del certificato di esistenza in vita. “Le responsabilità dei disagi e delle disfunzioni – spiega Bucchino – sono molteplici, variegate e complesse. Le complicazioni sono innanzitutto imputabili alle difettose modalità adottate: una campagna informativa insufficiente, i ritardi nell’invio delle lettere ai titolari di pensione, il limitato coinvolgimento dei patronati all’estero, un meccanismo dei pagamenti farraginoso e da perfezionare in futuro”. (Ram)