Roma, 8 ott- “Il rapporto Istat sui livelli di istruzione in Italia per il 2020
conferma le criticità da anni riscontrate e alle quali il PNRR con le riforme e gli
investimenti previsti intende porre rimedio, speriamo con successo”. Lo dichiara in
una nota il Segretario confederale della Cisl, Angelo Combini. “Questi sei anni
devono servire per calare le riforme nella pratica quotidiana dei sistemi di
istruzione, formazione e lavoro- sottolinea Colombini- per aggredire i ritardi, le
disuguaglianze, le disparità territoriali e le lacune che per troppi anni sono stati
sottovalutati. Abbiamo a disposizione 17 miliardi per la scuola e 9 per la ricerca,
risorse che dopo lunghi anni di tagli a questi importanti settori, se ben utilizzate
potranno davvero farci dimenticare i report come quello odierno dell’Istat, e farci
fare un salto deciso verso i valori della media europea sui tanti, troppi targets che
ci vedono in fondo alle classifiche: dispersione scolastica, divari territoriali,
bassa percentuali di laureati, bassa percentuale di adulti che partecipano alla
formazione, solo per citarne alcuni. Ieri, il Ministro Bianchi e la Ministra Messa,
in audizione alla Cabina di regia sul PNRR, hanno illustrato la missione 4 che
riguarda i loro Ministeri e hanno annunciato che alcune riforme saranno attuate entro
il 2021, ma la maggior parte entro il prossimo anno. Le organizzazioni sindacali
hanno chiesto ripetutamente di essere coinvolte e di partecipare sia
all’individuazione dei principi delle riforme su aspetti che riguardano materie
contrattuali come il reclutamento e la formazione iniziale e continua e su altri
legati invece a norme di sistema, come l’orientamento e la riforma della formazione
tecnica e professionali e degli ITS, sia alla condivisione delle azioni che
porteranno all’emanazione dei bandi. Abbiamo iniziato il confronto con il Ministro
Bianchi ormai più di un mese fa ma tranne la prima riunione interlocutoria di avvio
dei lavori non siamo più stati convocati”. “Chiediamo quindi- conclude Colombini-
un’accelerazione dell’interlocuzione che vada oltre la mera informazione sui
contenuti delle misure adottate e che tenga conto delle proposte dei rappresentanti
dei lavoratori dei settori scuola, università e ricerca”.