Sydney – “C’è nelle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia un messaggio preciso: riportare la storia dell’emigrazione nella storia d’Italia. Si tratta però di un lavoro doppio: da un lato, deve esserci un lavoro del governo e delle istituzioni nazionali, ma, dall’altro, deve esserci anche un grande impegno da parte delle comunità all’estero”.
A parlare è il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica che, in un’intervista alla SBS, ha toccato i temi caldi dell’emigrazione e della politica italiana. Al secondo giorno della sua visita in Australia, l’esponente della Farnesina ha infatti incontrato i giornalisti dei media italiani locali. E, parlando con una reporter dell’emittente di Stato australiana (che manda in onda quotidianamente trasmissioni in lingua italiana), è partito proprio dalle celebrazioni per il 150° anniversario, tema centrale del suo viaggio. “E’ facile chiedere di valorizzare la storia dell’emigrazione all’interno della storia d’Italia – ha sottolineato Mantica, rivolgendosi alle nuove generazioni di discendenza italiana – ma serve che i figli degli emigrati abbiano voglia di rientrare in questa storia, pur nel rispetto dell’integrazione che deve avvenire nei Paesi nuovi. E’ con loro che noi vogliamo e dobbiamo dialogare per capire cosa vuol dire essere italiani oggi”.
In tema di emigrazione, il sottosegretario ha risposto anche sui tagli alle postazioni consolari. “Se uno vuol vedere solo l’aspetto numerico, è vero che li stiamo chiudendo. Ma io dico che li stiamo razionalizzando – ha spiegato il senatore – Qualcuno di voi ricorderà 20 anni fa quanti sportelli avevano le banche. E quanti sportelli automatici ci sono, invece, ai nostri giorni? Come abbiamo fatto a Melbourne e come faremo presto anche a Sydney, stiamo lanciando il sistema informativo delle funzioni consolari. Stiamo solo razionalizzando la rete usando l’innovazione tecnologica”. (9colonne)