L’Italia sosterrebbe un appello che venisse dalla Lega Araba e dall’Unione Africana, con l’accordo di Onu e Unione europea, per una sospensione immediata delle ostilità con lo scopo di creare un corridoio umanitario negoziato che permetta di aiutare la popolazione civile. E’ questa la posizione espressa dal ministro degli Esteri Franco Frattini sulla Libia davanti ai parlamentari delle commissioni riunite Esteri e Politiche Ue di Camera e Senato, convocati a Palazzo Madama per ascoltare l’audizione del responsabile della Farnesina in vista del Consiglio europeo che si aprirà domani a Bruxelles. Molti i temi affrontati da Frattini durante il suo intervento, a cominciare dall’opportunità di un’azione tempestiva da parte degli organismi internazionali per il salvataggio della Grecia e di una normativa unica europea n materia di asilo. Sulla Libia il titolare della Farnesina ha chiarito che se uscisse da Lega Araba e Unione Africana, con l’accordo dell’Onu e dell’Unione europea, “un unanime appello ad una sospensione immediata delle ostilità per un corridoio umanitario negoziato, credo che forse oggi sarebbe più difficile dire di no e certamente l’Italia sosterrebbe questa posizione”. Quello che sarebbe necessario è “un cessate il fuoco umanitario immediato – ha spiegato Frattini – che abbia due caratteristiche: non pregiudicare ovviamente il negoziato politico che escluda la partizione della Libia e la permanenza di Gheddafi al potere da un lato ma dall’altro consentire quell’ingresso negoziato che in modo forzoso non sarebbe comunque consentito”. Quanto al problema delle vittime civili del conflitto, Frattini ha detto che l’Italia ha ribadito la sua “chiara e precisa raccomandazione sulla drammatica vicenda degli errori che colpiscono i civili” ed ha sottolineato come sia “opportuno chiedere sempre più dettagliate informazioni su esiti e risultati” delle missioni Nato.
(22 giu – Pif)