“Il Consiglio Europeo ha appena trovato un accordo per la nomina di Mario Draghi a nuovo Presidente della Banca Centrale Europea”. Arriva così, con un post su Twitter digitato da Herman Von Rompuy, la notizia che tutto il gotha dell’economia europea ormai si aspettava. Durante il vertice europeo dei capi di Stato e di governo dei 27 di oggi sono cadute anche le ultime riserve, quelle francesi: l’Eliseo aveva condizionato il suo assenso alla nomina dell’attuale governatore della Banca d’Italia alle dimissioni dal Board di Lorenzo Bini Smaghi, così da liberare un posto per un membro francese in seguito all’addio di Jean Claude Trichet, cui Draghi succederà ufficialmente a partire dal 1 novembre.
E, secondo il quotidiano francese Le Monde, proprio un colloquio telefonico tra Bini Smaghi e il presidente francese Nicolas Sarkozy ha sbloccato la situazione: nella telefonata, Bini Smaghi avrebbe assicurato di avere intenzione lasciare la sua scrivania nel palazzo dell’Eurotower entro la fine dell’anno. Un accordo solo verbale, per il momento, del quale Sarkozy si è dovuto accontentare nonostante lo stesso Von Rompuy avesse mostrato scetticismo nel procedere alla nomina ufficiale di Draghi fintanto che Bini Smaghi non avesse dato le dimissioni. Poi è sceso in campo direttamente Silvio Berlusconi, ha spiegato Le Monde, per agire da ‘intermediario’ con Bini Smaghi, il cui mandato scadeva nel 2013. L’articolo di Le Monde appare però molto critico: “questo metodo mina gravemente l’indipendenza dei membri del board della Bce, che sono nominati irrevocabilmente per otto anni – si legge – E’ la seconda volta che la Francia esercita pressioni politiche su un membro della Bce: nel 1998 l’allora presidente Jacques Chirac aveva subordinato la nomina dell’olandese Wim Duisenberg alla promessa di un suo ritiro a metà mandato per lasciare il posto proprio a Jean Claude Trichet”. Dalla Bce, spiega il quotidiano, dovrebbe arrivare in giornata un comunicato per ribadire l’indipendenza dei suoi membri. (24 giu / Sis)