Los Angeles – Stai sfrecciando in autostrada e 500 metri davanti a te fanno un incidente? Da oggi c’è un’app, che dice alla tua macchina di fermarsi. Lo fa in metà del tempo delle applicazioni finora sviluppate, e a differenza dei sistemi già in commercio, si accorge non solo di quello che si può vedere dalla tua auto, ma anche di quanto avviene a chilometri di distanza. Secondo i ricercatori dell’Università di Bologna che l’hanno ideato, questo sistema di rilevamento automatico degli incidenti potrebbe ridurre fino al 40 per cento il numero di veicoli coinvolti in un tamponamento a catena.
Per ora, almeno, è quel che succede sulla carta e nelle simulazioni al computer, come si legge in un articolo in uscita sulla rivista scientifica Computer networks. Le prove su strada inizieranno tra qualche giorno, sui viali e le highways di Los Angeles, nei pressi del campus della University of California. Qui, insieme agli ingegneri della Toyota, lavorano infatti altri scienziati italiani che si occupano dell’hardware del sistema. E non è un caso che il progetto riscuota così tanto interesse all’ombra delle palme del Sunset Boulevard. In gioco, infatti, c’è molto più di un software per la riduzione degli incidenti. La sfida è sulla tecnologia che nel prossimo futuro metterà online milioni di autoveicoli. “Quello che facciamo, in fondo, è mettere in comunicazione peer to peer le vetture” dice Marco Roccetti, che all’ateneo di Bologna insegna architettura di internet. (9colonne)