L’Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva la manovra economica varata dal governo. I voti a favore sono stati 314, quelli contrari 280, due gli astenuti. Solo qualche ora prima il governo aveva chiesto, per la quarantasettesima volta dall’inizio della legislatura, la fiducia sul provvedimento, ottenuta con la maggioranza assoluta di 316 voti. A favore della manovra ha votato compatta la maggioranza (Pdl, Lega Nord e Popolo e Territorio). Contro il provvedimento hanno votato le opposizioni (Pd, Idv e Terzo Polo). Un via libera lampo, che fa seguito all’appello alla responsabilità e alla coesione del presidente della Repubblica dopo gli attacchi speculativi contro l’Italia. Nell’Aula – praticamente deserta durante la discussione del provvedimento – non c’è stato dunque ostruzionismo ma non sono mancate critiche all’indirizzo del presidente del Consiglio e del ministro dell’Economia, presenti in aula per il voto ma assenti per la maggior parte della discussione. “Signor presidente della Repubblica noi abbiamo accolto il suo appello alla coesione, ma è l’ultima volta che lo facciamo” ha detto in Aula Antonio Di Pietro che ha definito il governo “pericoloso, stabile solo per mantenere le poltrone e dà vita a comportamenti criminogeni”. “Dov’è il governo? Dov’è il presidente del Consiglio? Dov’è il ministro dell’Economia? Questo governo è latitante, tecnicamente parlando” ha detto Di Pietro. Identica domanda ha posto nell’aula di Montecitorio il capogruppo di Fli Benedetto Della Vedova: “Dov’è il Presidente del Consiglio? Dov’è stato nella settimana di crisi finanziaria più grave?”. “Oggi votate una manovra che aumenta la pressione fiscale in Italia come mai è successo in passato”, una manovra “regressiva” ha detto Della Vedova. “Noi consentiamo che sia data una risposta immediata, ma la risposta che voi date non la condividiamo – ha continuato -. Serviva un segno di responsabilità e lo abbiamo dato, innanzitutto per coprire la totale inadeguatezza del governo”.
(Clr – 15 lug)