Mario Cal, il manager di 71 anni che è stato a lungo numero due del San Raffaele di Milano, questa mattina si è tolto la vita rivolgendo contro di sé un colpo di pistola nel suo studio presso l’ospedale milanese. Cal ha esploso il colpo dell’arma da fuoco poco prima delle 10.30 e il suo decesso, dopo l’immediato soccorso e i tentativi di rianimazione, è stato dichiarato alle 10.57. Il primario del San Raffaele ha reso noto che “il vicepresidente è stato immediatamente soccorso e rianimato. Le sue condizioni sono apparse subito critiche e dopo un periodo di stabilizzazione dei parametri vitali, purtroppo, l’evoluzione non è stata favorevole”. Cal, giunto da pochi minuti nel suo ufficio si è tolto la vita utilizzando la sua Smith & Wesson calibro 38 regolarmente detenuta. La sua segretaria, sentito esplodere il colpo è accorsa trovando Cal disteso a terra: l’immediato richiamo e intervento del personale sanitario non è stato però in grado di contrastare la gravità delle condizioni del paziente. Cal era stato recentemente convocato dal Pm di Milano Luigi Orsi come testimone riguardo a una procedura che vuole chiarire le cause del maxi buco nel bilancio dell’istituto guidato da Don Verzè, alle prese con un rosso da più di 900 milioni di euro. Inoltre il vice presidente della Fondazione San Raffaele non deteneva più tale carica da soli tre giorni: lo scorso venerdì infatti era stato eletto il nuovo Cda del nosocomio e il suo nome non figurava all’interno. La carica di secondo di Don Verzè era stata affidata a Giuseppe Profiti, presidente del Bambin Gesù di Roma. Una decisione rispetto alla quale decisive sono state le pressioni esercitate delle banche creditrici, che chiedevano un cambio di rotta e un Cda rinnovato negli uomini. (Kat – 18 lug)