Sì dell’Aula di Montecitorio alla richiesta di arresto nei confronti del deputato del Pdl Alfonso Papa avanzata dai magistrati di Napoli nell’ambito dell’indagine sulla cosiddetta P4. La Camera si è espressa a scrutinio segreto e i voti favorevoli sono stati 319, i contrari 239. Poco prima del voto Alfonso Papa è intervenuto in Aula. “Io sono innocente ed estraneo nel merito a tutte le accuse che mi vengono rivolte” ha detto denunciando uno “scollamento tra quello che si evince dalle carte e quello che è stato riportato dia giornali dove mi sono stati attribuito costumi, comportamenti e nomignoli che non mi appartengono e che sono stati sempre molto lontani dal mio modo di essere”. In Aula Papa ha dichiarato che “qualunque decisione sarà accettata e rispettata” con “serenità e spirito di collaborazione” ma ha annunciato la propria “battaglia per vedere restituito a me e alla mia famiglia onore e dignità”. Le opposizioni hanno chiesto in Aula alla maggioranza di rinunciare al voto segreto, come invece chiesto e ottenuto dal Pdl e dal gruppo di Popolo e Territorio. Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini si è rivolto in aula ai parlamentari della maggioranza: “Rinunciamo tutti al voto segreto e saremo tutti più forti e più liberi”. Una richiesta sottoscritta anche dal capogruppo del Pd Dario Franceschini che sottolinea: “Lo dobbiamo anche all’onorevole Papa che ha diritto di sapere come votano i parlamentari in quest’aula”. Immediata la replica del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto secondo cui nel decidere dell’arresto di un deputato “non c’è vincolo di partito ma il fatto che ogni parlamentare è libero davanti alla sua coscienza”. “Voi volete negare questa libertà e noi respingiamo questa richiesta” ha detto in Aula Cicchitto. (20 lug – Clr)