Con l’arresto di Goran Hadzic si chiude un macabro cerchio intorno alla guerra che negli anni ’90 insanguinò la ex Jugoslavia. L’uomo era infatti l’ultimo ultimo criminale di guerra serbo ancora latitante ed è stato arrestato oggi dalle forze dell’esercito serbo mentre contattava un suo fiancheggiatore, che gli stava consegnando del denaro, presso il villaggio di Krusedol, nella regione montuosa di Fruska Gora, a Voivodina, a circa 60 km a nord di Belgrado. Dopo la cattura, il cui annuncio ufficiale è stato dato dal presidente serbo Boris Tadic, Hadzic è stato trasferito in un carcere di Belgrado, in attesa della prevista estradizione al Tribunale penale internazionale dell’Aja. Si chiude così la lista dei 161 criminali di guerra ricercati dal Tpi per reati commessi durante il conflitto nella ex Jugoslavia. Il procuratore del Tribunale, Serge Brammertz, ha detto di aspettarsi che l’uomo venga estradato “a giorni” e probabilmente il trasferimento avverrà entro una settimana. “Abbiamo chiuso una pagina macabra della nostra storia – ha dichiarato Tadic – ora vediamo se i nostri interlocutori europei faranno quello che hanno promesso”, aggiunge il presidente riferendosi all’auspicio del paese balcanico, dove si spera di ottenere entro l’anno lo status di paese candidato a iniziare il processo di negoziazione per l’accesso nella Ue. I Paesi Bassi, paese che ospita il Tribunale dell’Aja, in precedenza avevano bloccato la richiesta della Serbia di entrare nell’Unione Europea motivando la scelta proprio con il mancato arresto di tutti i sospettati di crimini di guerra. (20 lug – Kat)