Mogadiscio – Stanno iniziando in questi giorni, in Somalia, le attività finanziate dalla Cooperazione italiana allo sviluppo che rientrano nel nuovo Programma di Emergenza in favore della popolazione somala (Aid 9515), attraverso la costituzione di un fondo in loco presso l’ambasciata d’Italia a Nairobi per un importo di 2 milioni di euro. I progetti, che stanno prendendo il via in un momento particolarmente tragico per il Corno d’Africa data l’emergenza siccità e la crisi umanitaria di questi giorni, saranno realizzati e gestiti da sei Ong italiane che già operano in Somalia. Il programma di Emergenza si propone di migliorare l’accesso ai servizi essenziali per gli sfollati che hanno trovato rifugio presso il Distretto di Galkayo, nella Regione del Mudug, il Distretto di Dhusamareb, nella Regione del Galgadud, e presso il Corridoio di Afgoye, nella Regione del Basso Scebeli, e in alcuni quartieri di Mogadiscio, garantendo anche ricadute positive per le stesse comunità ospitanti.
Nel solo Distretto di Galkayo, nel quale vivono 160 mila persone, sono stati individuati 21 campi sfollati di cui circa una metà a Nord (Puntland) e l’altra metà nel Centro-Sud, con la registrazione di 9.863 unità familiari, circa 59.176 persone se si calcola 6 persone a famiglia. Il numero degli sfollati nel Distretto di Dhusamareb è molto fluttuante a causa dagli scontri nell’area, mentre la popolazione residente si aggira intorno alle 105 mila persone. L’obiettivo specifico del programma di Emergenza è di rafforzare la resilienza della popolazione attraverso la risposta alle necessità di base degli sfollati e della comunità ospitante nelle aree d’intervento. Ciò sarà assicurato tramite l’attivazione o il potenziamento dei servizi di assistenza umanitaria in ambito sanitario, nella tutela dei gruppi vulnerabili, nell’approvvigionamento idrico e igiene ambientale, nell’agricoltura e sicurezza alimentare e, infine, nell’istruzione. (9colonne)