Nella riunione del Consiglio dei ministri di oggi il governo ha varato la cosiddetta “bozza Calderoli” di riforma dell’architettura costituzionale italiana, con la classica formula “salvo intese”, che rimanda a un ok definitivo previsto per i primi di settembre, come ha annunciato il presidente del Consiglio durante la conferenza stampa al termine del Consiglio. Riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento del ruolo del governo, compiti diversi per Camera e Senato, sono questi i nodi principali sui quali è costruita la bozza discussa in Cdm. In particolare il testo prevede il dimezzamento del numero dei deputati e dei senatori, con un notevole dimagrimento delle istituzioni e conseguente riduzione dei costi della politica. In questa direzione si stabilisce anche che l’indennità parlamentare sia legata, almeno in parte, all’effettiva partecipazione dei parlamentari ai lavori. Ridotta l’età per accedere alle due Camere a 21anni (ora ne servono 40 per il Senato e 25 per la Camera). Molti punti riguardano poi il tentativo di snellire il processo legislativo e migliorarne la tempestività rispetto ad esigenze di maggiore velocità nel rispondere ai cambiamenti economici e sociali che avvengono sempre più rapidamente. Stop quindi al bicameralismo perfetto, con la trasformazione in senso federale del Senato, e nuove misure per chiarire le diverse competenze tra Stato e Regioni, in particolare in materie come l’energia e le infrastrutture strategiche. Il governo inoltre avrà il potere di richiedere la conclusione dell’esame di disegni di legge, presso la Camera dei deputati, entro tempi certi, mentre spetterà ai regolamenti parlamentari definire adeguate garanzie per le opposizioni. (22 lug – Pif)