Manca una settimana al 2 agosto, data in cui si terranno i negoziati sul deficit Usa, e gli Stati Uniti sembrano non aver ancora trovato un piano comune per affrontare la crisi economica. Entro quella data è necessario aumentare il tetto del debito, operazione di routine nel Paese in passato: “Fin dal 1950 il Congresso lo ha sempre passato e ogni presidente lo ha firmato. Reagan lo ha fatto 18 volte. George W. Bush lo ha fatto sette volte. Noi dobbiamo farlo entro il 2 agosto o non saremo in grado di pagare i nostri conti”. Il presidente Barack Obama si rivolge direttamente alla nazione e chiede ai cittadini di fare pressione sul Congresso per arrivare a un accordo sul piano di riduzione del deficit del Paese altrimenti “il nostro crescente debito costerà posti di lavoro e seri danni all’economia. Le entrate fiscali andranno a pagare gli interessi sui prestiti. le aziende saranno restie ad aprire negozi e assumere in un paese che non sa controllare i propri conti. I tassi di interesse saliranno. E non avremo abbastanza soldi per effettuare gli investimenti che creano occupazione”. Al Parlamento tutto è bloccato per il muro contro muro tra repubblicani e democratici. I partiti sono su posizioni opposte per quanto riguarda il piano per risolvere il problema. “Tagliereste il deficit e manterreste i tassi bassi facendo pagare di più coloro che non pagano abbastanza o vi terreste un ampio deficit, alti tassi di interesse e tasso di disoccupazione alto? Ritengo che la risposta la sapete”, dichiara il presidente Usa, citando le parole dell’ex presidente Ronald Reagan. “Abbiamo gli occhi del mondo addosso”, ha ricordato Obama che ha evidenziato come nessuno dei due partiti sia “irreprensibile per le decisioni che hanno portato a questo problema” ed entrambi abbiano “la responsabilità di risolverlo”. (26 lug – Red)