Kabul – La Cooperazione Italiana, alla presenza del vice Ministro della Giustizia Mohammad Yousef Halim e del primo segretario dell’Ambasciata d’Italia, Andreina Marsella, ha inaugurato i laboratori per la formazione professionale e la palestra costruiti nel Centro di Riabilitazione Minorile di Kabul, ultimo risultato di una serie di interventi realizzati nel settore della giustizia minorile. Un impegno che risale indietro nel tempo al sostegno per la stesura del codice minorile, adottato nel 2005, grazie al quale l’età di responsabilità penale per i minori è stata innalzata da 7 a 12 anni e pene come la condanna a vita o la morte sono diventate illegali.
Le nuove generazioni sono il futuro di ogni Paese. In Afghanistan questa affermazione si rafforza di significato, se si considera che quasi il 70 per cento della popolazione ha meno di diciotto anni. Di qui lo sforzo della Cooperazione per la riabilitazione dei minori in conflitto con la legge, avendo cura di ogni singolo passaggio del percorso giudiziario e di reintegrazione sociale, dall’arresto, alla detenzione fino alla rieducazione e al reinserimento nella società. L’Italia ha costruito la struttura del Centro di Riabilitazione per Minori di Kabul e l’ha dotata di una sezione sperimentale “aperta”, la prima nel suo genere in Afghanistan, dove risiedono bambini e ragazzi che hanno il permesso di uscire per tornare alle loro famiglie. (9colonne)