Barack Obama e i leader democratici e repubblicani del Congresso hanno raggiunto, nella tarda notte italiana, l’intesa quadro per l’innalzamento del debito Usa, che prevede il taglio di miliardi di dollari nelle spese federali nel prossimo decennio come base. L’accordo, raggiunto a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum (fissato a martedì) consente agli Stati Uniti di evitare il default, ma dovrà essere votato in giornata dal Congresso. “Mi auguro che venga approvato” ha detto Obama, secondo il quale “non è l’accordo che volevo ma ci permette di andare avanti ed evitare di ritrovarci in una crisi simile tra pochi mesi”. L’annuncio è arrivato giusto 10 minuti prima dell’apertura della borsa di Tokyo: una corsa contro il tempo per evitare un avvio duro per i mercati. “I leader dei partiti delle due Camere – ha spiegato il presidente Usa – hanno raggiunto un accordo che eviterà un effetto devastante sulla nostra economia”. Come noto, L’accordo si divide in due parti: innanzitutto si taglieranno le spese di 1.000 miliardi di dollari in dieci anni. L’ accordo consente un aumento del tetto del debito di 2.800 miliardi di dollari. Secondo il leader democratico al Senato, Harry Reid, ‘padre’ del testo che ieri pomeriggio era stato parzialmente bocciato, si tratta di “un accordo storico che mette fine a un’ impasse pericolosa”. Parzialmente d’accordo lo speaker repubblicano della Camera, John Boehner: “Non è il testo migliore possibile, ma siamo riusciti a cambiare i toni del discorso'”. (1 ago / Sis)