“L’Italia ha voluto inviare un messaggio politico molto chiaro a Damasco e per rafforzarlo ha proposto il richiamo degli ambasciatori di tutti i Paesi dell’Ue in Siria. Noi abbiamo sostenuto le sanzioni europee e abbiamo scelto per primi di richiamare l’ambasciatore perché non potevamo restare inerti davanti a un simile massacro di civili. Ci sono stati 1600 morti, 14 mila feriti e tremila oppositori scomparsi nel nulla. Quando gli ambasciatori dell’Ue si sono ritrovati per protestare con il governo siriano, la posizione di condanna dell’orribile repressione era unanime. Poi ciascuno stato assume le posizioni che ritiene”. Così il ministro degli Esteri Franco Frattini, in una intervista ad Avvenire, parla delle decisioni prese dalla Farnesina, con il richiamo dell’ambasciatore italiano a Damasco Achille Amerio per protestare con forza contro la spietata repressione dei civili in Siria. E commenta così la posizione della Commissione europea la quale ha deciso di mantenere il capo della delegazione diplomatica nella capitale siriana: “Si tratta di una decisione dei singoli Stati. Noi abbiamo congelato anche i progetti della Cooperazione per 50 milioni. Abbiamo mantenuto attivo solo un progetto per l’accoglienza dei profughi iracheni, ma certo un governo che massacra i civili non riceverà più un euro dall’Italia”. (red – 3 ago)