“Volevamo colpire la nave italiana”. È la rivendicazione del portavoce del governo libico Mussa Ibrahim affidata alla Cnn e considerata una bufala dal nostro governo. “Non c’è da preoccuparsi” assicura Frattini, è “solo propaganda” aggiunge il comando della marina militare ribadendo quanto già detto dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. Insomma, quello che per Tripoli è una minaccia – se non un atto – di guerra sulla sponda opposta del Mediterraneo, la nostra, è un puro bluff. Il razzo caduto ieri a due chilometri dalla fregata italiana Bersagliere, impegnata nella missione Nato al largo delle coste nord-africane, è solo l’inizio per la Libia: “Abbiamo capacità straordinarie di cui non abbiamo ritenuto fosse necessario servirci. Il nostro esercito è ancora molto forte – ha dichiarato Mussa Ibrahim – Non abbiamo ancora usato la nostra vera potenza militare”. Frattini smentisce: “Fanno un po’ di propaganda, lasciamogliela fare: non ci preoccupa più di tanto”. Non si preoccupa la nostra forza navale, che fornisce anche una motivazione tecnica per non allarmarsi: “Queste armi non guidate non sono efficaci verso unità navali dotate di elevata mobilità – spiega una nota della marina militare – anche in considerazione delle distanze in gioco oltre che dell’assenza di un valido sistema di direzione del tiro. Si reputa peraltro che tali lanci avvengano su base di opportunità e che l’obiettivo principale sia il contrasto alle forze anti Gheddafi e la deterrenza verso la popolazione civile libica. In ogni caso le unità navali nazionali sono allertate e perfettamente in grado di difendersi e di reagire ad atti deliberati di tal genere”. Ma minimizzare non serve secondo l’opposizione, che giudica quelle del governo vere e proprie capriole. E’ stato “abbastanza spettacolare che un ministro abbia sostenuto che l’Italia non fosse l’obiettivo” del missile, afferma la senatrice radicale Emma Bonino. “In una situazione di conflitto – ha aggiunto – è evidente che il regime di Gheddafi non fa sconti a nessuno, ivi compresi i meglio amici del passato”. Secondo l’Italia dei Valori il governo “si ostina a negare” la guerra. “Come la storia insegna – osserva Leoluca Orlando – per far scoppiare una guerra basta che ci sia uno che la dichiari. D’altronde gli attacchi al nostro Paese sono le ripercussioni di scellerati accordi economici siglati da Berlusconi con il dittatore libico, in cambio di illegittimi restringimenti sugli immigrati”. E anche la Lega, da sempre contraria all’intervento in Libia, parla chiaro: “Trovo veramente speciose e risibili le richieste di chiarimento al governo fatte da esponenti del Pd rispetto al missile lanciato verso una nostra unità navale. Tutti questi signori debbono essere consapevoli che quello che stiamo facendo in Libia ha un nome solo: Guerra!”, afferma il deputato del Carroccio Raffaele Volpi. Un attacco all’opposizione che cade come un missile sul governo. (4 ago – Fca)