“Commemorare le vittime della tragedia di Marcinelle, simbolo della giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, rappresenta per il nostro Paese e per i milioni di italiani che vivono fuori dai confini nazionali la rivisitazione di una parte importante della storia d’Italia e dei suoi cittadini”. E’ quanto scrive in una nota Elio Carozza, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, in occasione della commemorazione della tragedia mineraria dell’8 agosto 1956. “Quella tragedia – ricorda Carozza – segnò allora la presa di posizione del nostro Paese verso quella grande diaspora e iniziò il cammino verso il riconoscimento dei diritti e della partecipazione di milioni di italiani. Commemoriamo il 55esimo anniversario in un momento molto difficile, complesso e delicato del rapporto del nostro Paese verso le comunità all’estero: si smantellano le politiche conquistate negli anni, particolarmente quelle legate alla lingua e alla cultura italiana, all’informazione e all’assistenza ai più deboli, nonché ai servizi, e si attaccano in modo frontale i diritti, specie sul voto e sulla rappresentanza”. “Per il nostro Paese – aggiunge il segretario del Cgie – il modo migliore per onorare le centinaia di vittime della sciagura mineraria è quello di invertire la tendenza attuale e di rimettere al centro dell’attenzione la risorsa rappresentata ancora oggi, e forse più di ieri, dai milioni di connazionali che vivono fuori dall’Italia. Un rilancio delle politiche per le collettività all’estero contribuirebbe a rafforzare il legame, soprattutto delle nuove generazioni, con la patria di origine e a rinnovare l’immagine del nostro Paese nel mondo”. “Oggi l’Italia – conclude – è approdo di speranza per tante persone che cercano nelle nostre terre migliori condizioni di vita. Non si può, in questa ricorrenza, dimenticare l’incessante dramma che vivono migliaia di emigranti che lasciano il loro Paese e che trovano la morte al largo delle nostre coste, animati dalla speranza che quel viaggio possa costituire una nuova speranza di vita. Si avverte come indispensabile l’esigenza che gli avvenimenti che videro protagonista l’emigrazione italiana aiutino a comprendere i fenomeni migratori del nostro Paese, affinché siano parte integrante del codice etico che segna i diritti sociali e politici dell’Italia di oggi”.
(Ram)
