E’ un inizio di agosto molto caldo, in Afghanistan, e non certo per il clima. All’indomani dell’abbattimento di un elicottero Usa che ha comportato la morte di ben 31 soldati statunitensi (l’attentato più grave in terra afgana negli ultimi dieci anni per gli americani), ieri i miliziani talebani hanno fatto altre vittime: quattro militari Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza della Nato, sono rimasti uccisi in due diversi assalti. Due di questi sono francesi, e hanno perso la vita sul terreno di Tagab, a nord di Kabul: sale così a 72 il numero di vittime nel contingente transalpino dall’inizio della missione. Meglio è andata agli italiani: ieri mattina, durante un’attività di pattugliamento congiunta con le forze di sicurezza afgane mirata al controllo del territorio e nel corso della quale era previsto anche un incontro con le autorità locali dei villaggi nella zona di Bala Balouk, sono rimasti feriti quattro militari italiani ed un interprete afgano. Dopo aver ricevuto alcuni colpi di mortaio, che non hanno causato danni, i militari hanno manovrato dirigendosi verso l’origine del fuoco. Nei pressi di un villaggio a circa 15 chilometri da Bala Balouk, sono stati coinvolti nell’esplosione di un ordigno esplosivo improvvisato al quale è seguito uno scontro a fuoco. Nessuno dei feriti coinvolti nell’esplosione, è comunque in condizione serie. (7 ago – Sis)