Torino ospita la prima manifestazione di protesta dei sindaci contro la manovra e Piero Fassino, primo cittadino del capoluogo piemontese, traccia un bilancio della critica situazione dei Comuni, in un’intervista al Messaggero. “Sono dieci anni che tutte le manovre sono incentrate sui tagli alle risorse degli enti locali – spiega Fassino – Siamo arrivati al di sotto della soglia minima, per continuare a erogare servizi fondamentali ai cittadini”. Secondo il sindaco torinese “la strada non è quella di abolire i piccoli comuni per decreto. Vanno incentivate le unioni di Comuni, utilizzando le apposite leggi già esistenti, favorendo così la gestione in comune dei servizi fondamentali: come i vigili urbani, la raccolta dei rifiuti, i servizi sociali. Rispettando l’ identità di ogni municipio, si può incentivare l’ integrazione: in un processo che fai vivere a loro, non che imponi, dall’ oggi al domani, con la forza un decreto. E questo processo lo fai partire dai servizi che unifichi e non dai consigli comunali che sciogli”. Fassino afferma infine di aver apprezzato “la posizione del ministro Maroni. Lui ha colto il malessere dei sindaci della Lega e partendo da quello ha detto: non si può continuare a comprimere oltre ogni limite le disponibilità finanziarie dei comuni”. (22 ago – Lam)
