New York – Dopo il suo esordio nel 2008 allo Stone di John Zorn, Boris Savoldelli riporta la sua voce, il suo talento e la sua fantasia su diversi palchi newyorchesi. Il vocal performer attivo ormai dagli anni ’80 si esibirà il 9 settembre al P&G Bar di Manhattan, l’11 a The Garage Jazz Club a Greenwhich Village e il 13 settembre allo Shrine World Music Venue di Harlem. Al ritorno in Europa, il 18 settembre, è prevista l’esibizione al Koktebel Jazz Festival in Ucraina. Il tour di presentazione di Biocosmopolitan, terzo album uscito il 15 marzo in tutto il mondo per la storica etichetta newyorchese Moonjune, ha avuto inizio il 16 aprile da San Paolo in Brasile all’interno del prestigioso Festival Virada Cultural, evento non stop di 24 ore su sei palchi tematici che coinvolgono l’intera città; dopodiché si è spostato in Russia a maggio con date a Mosca, Perm, Ekaterinburg, Kaliningrad e in Crimea per il Jazz Koktebel Festival. In estate Boris ha partecipato a prestigiose rassegne italiane come Umbria Jazz, Capalbio Libri e Phonetica jazz a Maratea. Vera e propria Voice Orchestra, Boris si esibisce da solo proponendo brani tratti dagli album Biocosmopolitan e Insanology e alcune cover (per sola voce) di Beatles, Jimi Hendrix e Beach Boys. Sul palco sofisticati apparecchi che gli permettono di creare un mondo sonoro articolato e multiforme. Il nuovo album è un progetto per sola voce che riesce ad abbracciare jazz, rock, funk, echi latinoamericani e sperimentazione, e che vede alcune partecipazioni di lusso: la tromba e il flicorno dell’eccellente Paolo Fresu in due brani ed il potente groove di Jimmy Haslip al basso in un brano. “Biocosmopolitan, come il precedente, è un disco interamente realizzato con la mia voce e l’ausilio di un looper, senza strumenti aggiuntivi – spiega Boris – Il lavoro si basa, per la composizione delle canzoni, su un’idea ‘mantrica’ dei brani, dove la ripetizione continua di brevi porzioni armoniche e ritmiche, sovrapposte le une alle altre, in un delicato e complesso equilibrio ritmico-armonico, creano il brano”.
(9colonne)
