La Red Bull mette le ali anche a Spa, uno dei circuiti più veloci del circus mondiale, e ipoteca virtualmente entrambi i titoli mondiali: Sebastian Vettel chiude infatti in testa in Belgio, e a sette gare dalla fine del campionato ha già toccato quota 259 punti (gli stessi che lo scorso anno gli furono sufficiente per la corona), il suo compare di scuderia Mark Webber chiude secondo e porta altra acqua al mulino per il titolo costruttori. In casa Ferrari svanisce a pochi giri dalla fine il sogno del podio, con l’ottimo Fernando Alonso beffato dalla McLaren di Jenson Button: lo spagnolo chiude quarto, davanti a un Michael Schumacher autore di una grande rimonta dalle retrovie. Solo ottavo Felipe Massa, messo in fila anche dall’altra Mercedes di Nico Rosberg e dalla Force India di Adrian Sutil. Vettel festeggia al termine di una gara comunque non semplicissima, in cui oltre alla velocità della Red Bull ha contato anche un pizzico di fortuna: il tedeschino campione in carica, partito dalla pole position, aveva accusato qualche problema alle gomme e inizialmente aveva dovuto cedere qualche posizione. Buon per lui che al 13° giro la Sauber di Kobayashi decida di toccare la McLaren di Lewis Hamilton e mandarlo fuori: un po’ perché il britannico in quel momento era davanti, un po’ perché l’ingresso della safety car consente a Vettel di cambiare gli pneumatici senza accusare ritardi. Aggiustati i problemi, infatti, la Red Bull torna quella velocissima dello scorso inverno: Vettel regola senza patemi sia Webber che Alonso e riguadagna la testa, sfatando il tabù di Spa: se qui raramente chi parte in pole alla fine vince, quella di oggi allora sarà l’eccezione che conferma la regola. (Sis – 28 ago)
