La 68esima edizione della Mostra del cinema di Venezia si apre nel segno del divismo maschile più classico, incarnato da George Clooney. L’attore americano è giunto in Laguna per presentare alla stampa, prima della proiezione, “The Ides of March”, film da lui diretto e interpretato. Come in “Good Night and good luck”, anche in questa occasione Clooney ha narrato una vicenda in cui politica (soprattutto) e media si trovano a confronto. Nel film, il regista interpreta la parte di Mike Morris, un governatore che alla fine del suo secondo mandato si candida per le primarie del Partito democratico con un programma radicalmente diverso da quello del governo conservatore che lo ha preceduto. Un politico che parla di speranza, contrapposta a paura, cosa che ha fatto notare caratteristiche di somiglianza con il presidente Obama. Vero protagonista della vicenda è però un giovane idealista che vive la campagna elettorale dietro le quinte, come esperto di rapporti con la stampa. Mano a mano che la campagna elettorale procederà, si troverà schiacciato nello scontro tra i direttori delle due campagne elettorali, interpretati da Phillip Seymour Hoffman e Paul Giamatti. Dal racconto esce il quadro di una politica che, anche quando mossa da buone intenzioni, non può per sua natura evitare malizie, di sporcarsi le e mani e cedere a compromessi. Ai giornalisti che gremivano la sala Cooney ha detto però che “Tutti i miei film sono personali ma ‘Le idi di marzo’ è personale ma non politico: l’avrei potuto ambientare a Wall Street. È un film sulla moralità”. Vale a dire: “Sei disposto a venderti l’anima per raggiungere un obiettivo? Questo è il cuore del film”. Spiegando la genesi del film, Clooney ha ricordato che “questo film l’ho cominciato a pensare nel 2007, poi è stato eletto presidente Obama e tutti erano così ottimisti, e questa sceneggiatura era così cinica, che ci siamo resi conto che non era il film del momento ed è stato rimandato per qualche tempo”.
(Kat – 31 ago)