La procura di Roma sta procedendo nell’inchiesta sul caso dell’infermiera del policlinico Gemelli di Roma affetta da tubercolosi con l’ipotesi di reato di “epidemia colposa”: nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati; il fascicolo, al momento, è ancora contro ignoti. Una maxi consulenza tecnico-scientifica è stata intanto disposta dal procuratore aggiunto Leonardo Frisani, che dovrà stabilire se esiste un nesso tra la malattia della donna e la bambina nata nel reparto neonatale dell’ospedale romano che si è ammalata di Tbc (ricoverata presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù dai primi di luglio, la bimba è tornata a casa oggi). Al momento, invece, al Gemelli sono 122 i casi di bambini risultati positivi ai test per la Tbc. La procura vuole accertarsi che la malattia della bambina sia legata effettivamente all’attività dell’infermiera, fatto non ancora accertato. Gli esperti dovranno chiarire se la positività al contagio equivale alla malattia, se sono state adottate” idonee terapie a scongiurare il contagio”, se sono stati effettuati “controlli idonei” e se l’infermiera si è ammalata in seguito al contatto con il marito (anche egli affetto da tbc), oppure con altri soggetti. Per la consegna della perizia agli inquirenti sono previsti i 60 giorni canonici, ma a Piazzale Clodio giungerà una relazione preliminare in tempi molto più brevi. (6 set – Roc)