Cordoba – Lo straordinario carteggio fra Luigi Pirandello e il figlio primogenito Stefano, prezioso suo collaboratore, segretario, amministratore, copre un arco di tempo che va dal 1919 al 1936, alla soglia della scomparsa dell’agrigentino. Sono anni cruciali per entrambi i corrispondenti. Luigi in giro per l’Italia e il mondo (fondamentale il suo lungo, fruttuoso soggiorno in Germania, quasi in volontario esilio), intrecciandosi senza posa l’avventura narrativa, teatrale, capocomicale, cinematografica, l’Accademia d’Italia, il premio Nobel. Stefano, vocato anch’egli alla scrittura, destinato a divenire un drammaturgo di rilievo, seppure schivo e appartato, interlocutore privilegiato del padre, rivestendo un ruolo di primo piano nel turbinio di relazioni con giornalisti, critici, editori, impresari. Un focus sulle relazioni tra il maestro e suo figlio è quello che presenterà l’Istituto italiano di cultura di Cordoba, in Argentina, nel corso dell’evento “I Pirandello” in programma per il prossimo 29 settembre (ore 18). A relazione sull’argomento saranno gli studiosi Sarah Muscara ed Enzo Zappulla. (9colonne)