Aprendo il dibattito che si sta svolgendo oggi in aula al Senato (e che probabilmente proseguirà martedì prossimo) sul sistema carcerario e sui problemi della giustizia, voluto dai radicali che hanno raccolto le firme per una seduta straordinaria dell’assemblea, il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma ha fornito i numeri che fotografano la situazione attuale degli istituti di pena in Italia. Innanzitutto il ministro ha ricordato che “i 206 istituti penitenziari consentono una presenza regolamentare di 45.732 detenuti ed una tollerabile di 69.194 detenuti” e in questo momento “sono presenti negli istituti penitenziari 67.377 detenuti, ossia circa 2 mila in meno della soglia finale di tollerabilità”. “Quasi il 70% della popolazione detenuta è straniera – ha spiegato Palma – ed è formata da marocchini per il 20%, da rumeni per il 15%, da tunisini per il 13 %, da albanesi per l’11%, da nigeriani per il 5 % e da algerini per il 3%. Il totale dei detenuti in custodia cautelare è del 42 per cento, cioè 28.300, e il totale complessivo dei detenuti stranieri è del 36,10%, tetto a cui si giunge nello spazio di tre anni. Quattro anni fa il tetto dei detenuti stranieri era del 32 % e, di questo 36,10%, 12.035 sono in attesa di giudizio e 12.147 in espiazione di pena. Una percentuale questa – ha sottolineato – davvero molto lontana dalle analoghe percentuali che caratterizzano la detenzione italiana”. “La tipologia dei reati all’origine della detenzione – ha proseguito – registra il primato dei reati contro il patrimonio, dei reati in materia di stupefacenti e dei reati contro la persona. Seguono i reati previsti dalla legge sulle armi e i reati contro la pubblica amministrazione. L’analisi dei dati consente di affermare che il tasso di crescita della popolazione detenuta è calcolabile in varie migliaia all’anno. Più precisamente, l’aumento è stato di circa 5 mila unità nell’anno 2009-2010 e di circa 2.500 unità nell’anno 2010-settembre 2011. Ciò si afferma in quanto, ai soli fini della valutazione del tasso di crescita, non può non calcolarsi il numero dei detenuti, circa 3 mila, che nell’anno in corso hanno beneficiato della legge sulla detenzione domiciliare nell’ultimo anno di pena”. (Pif – 21 set)