Dopo il rigore l’Italia pensi alla crescita. Per questo Jean Claude Trichet, presidente della Banca centrale europea, in una intervista al Corriere della Sera incoraggia “ogni azione diretta ad attuare riforme strutturali in grado di stimolare di più la crescita e aumentarne il potenziale. Perché il potenziale dell’Italia è immenso. Mentre la crescita non è in linea con le capacità complessive del Paese”. All’indomani dei vertici di Washington, e a un mese dalla scadenza del suo mandato, il presidente della Banca centrale europea esorta la Grecia ad adeguarsi. E i governi europei a rispettare gli impegni presi ed essere credibili. Perché la crisi rientra anche nelle loro responsabilità. Invece, gli europei dovrebbero “unificarsi” per affrontare insieme “tempi così difficili”: “Sono profondamente convinto che le popolazioni europee sentono che avere un’Europa unita in tempi così difficili è più importante che mai”. E sul declassamento del rating dell’Italia dice: “Gli investitori e i risparmiatori sanno che quello che conta è il loro giudizio personale. Contano i fondamentali e l’efficacia delle misure governative per consolidare la fiducia. Abbiamo inviato all’Italia messaggi, ai quali sono seguite decisioni da parte del governo, che, dopo alcune esitazioni, sono state confermate rapidamente dal Parlamento. Naturalmente, questa è una situazione in divenire: tutte queste decisioni devono essere applicate il più presto possibile e ci sono altri provvedimenti sui quali stanno riflettendo le autorità. E noi approviamo tutte le azioni volte a liberare le forze produttive italiane”. Secondo Trichet “uno dei punti di forza maggiori è costituito dallo spirito imprenditoriale. Ed alla capacità individuale e delle famiglie a fondare un’impresa, ad assumere dei rischi. Inoltre trovo eccezionale anche la devozione alla vita di impresa”. (Red – 28 set)