Roma – Inizia stasera a Varsavia il Summit dei Paesi del Partenariato Orientale, presieduto dal presidente del Consiglio Europeo, Van Rompuy. Vi prendono parte i Capi di Stato e di Governo dei 27 Stati membri dell’Unione Europea e dei sei Paesi ex-sovietici ai confini orientali dell’Ue – Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Moldavia ed Ucraina – con cui è stato concluso l’Accordo di associazione il 7 maggio 2009 a Praga, nonché i vertici delle Istituzioni politico-parlamentari, e finanziarie, dell’Ue (Barroso, Busek, Ashton, Fulhe). Il Summit si conclude domani con l’adozione di una Dichiarazione congiunta. L’Italia sarà rappresentata dal sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica. Fra i temi oggetto di dibattito, anche a latere del Vertice, vi saranno: la necessità di rafforzare la comunità dei valori – libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, libertà fondamentali e stato di diritto – su cui si basa il partenariato; risorse finanziarie UE a disposizione e ruolo delle Ifi; liberalizzazione dei visti; rapporti commerciali; cooperazione energetica strutturata; situazione in alcuni dei Paesi non UE del Partenariato, specie Ucraina e Bielorussia.
“Il Partenariato Orientale – ha sottolineato il sottosegretario Mantica poco prima di partire per Varsavia – ha il fondamentale obiettivo di fornire ulteriore supporto, in un’ottica europea, ad un processo sostenibile di riforme dei sei Paesi coinvolti. L’Italia è in particolare favorevole, laddove possibile, all’apertura di negoziati per la creazione di zone di libero scambio approfondite, ed è pronta ad aperture sulla questione della liberalizzazione dei visti, non appena ne sussistano i presupposti: integrazione economica e mobilità, accanto alla democrazia, sono i pilastri su cui deve basarsi lo spazio condiviso che intendiamo costruire. Riteniamo altresì necessario – ha detto ancora – prendere in considerazione adeguate forme di coinvolgimento, negli aspetti progettuali del Partenariato, di altri Paesi vicini, quali Russia e Turchia, con cui occorre confrontarsi e collaborare per dare maggiore efficacia agli sforzi verso la stabilità e la prosperità dell’area”.