“Mi trovo perfettamente d’accordo con quanto ha dichiarato il cardinal Bagnasco: per uscire dalla crisi è necessario un nuovo patto tra le generazioni. Occorre stabilire nuovi principi ed evitare che si ripeta in futuro lo scempio del passato, quando la Prima Repubblica ha scaricato i costi delle sue scelte sulle generazioni future. Abbiamo lavorato fino ad oggi mettendo in campo strumenti concreti per porre rimedio ad alcune discriminazioni che i giovani subiscono. Come ad esempio quelle che impediscono a chi ha un contratto atipico di accendere un mutuo e che hanno trasformato in un lusso per pochi la decisione di mettere al mondo un bambino. Oggi il rischio è che per tanti giovani la flessibilità del lavoro, anziché in un’opportunità, si trasformi in precariato, e così si cronicizzi”. Così ministro della Gioventù Giorgia Meloni in una intervista al dossier “Il lavoro che cambia” pubblicato dal Giornale nella quale sottolinea che il suo dicastero ha messo in campo un fondo per la stabilizzazione dei giovani genitori precari, stanziando 51 milioni di euro: “Il fondo riconosce ai giovani genitori disoccupati o precari una dote trasferibile ai datori di lavoro che li assumono alle proprie dipendenze con contratto a tempo indeterminato. Il nostro obiettivo è quello di riuscire quanto prima a farsi che vengano assunti oltre 10 mila giovani genitori precari. Vorrei sottolineare a questo proposito che questo è stato il primo govemo ad aver esteso gli ammortizzatori sociali ai lavoratori precari, stanziando 9 miliardi di euro per proteggere i lavoratori non coperti da cassa integrazione. Grazie a questo investimento, quasi 5.300.000 lavoratori hanno visto garantita perla prima volta una forma solida di tutela. Per il 2011, è stato stanziato un ulteriore miliardo e mezzo”. (Po / Red – 29 set)